Il guercio e malconcio sceriffo “Grinta” Cogburn (Jeff Bridges), il texas ranger LeBoeuf (Matt Damon) e la determinatissima Mattie (Hailee Steinfield), quattordicenne decisa a catturare l'assassino di suo padre, si mettono in viaggio sulle tracce dello stesso uomo, Tom Chaney (Josh Brolin), unitosi nel frattempo ad una pericolosa banda di delinquenti.
E' l'America di frontiera di fine '800, decisamente non un paese per giovani ragazze. Ma la coraggiosa e tenace Mattie ha anche lei grinta da vendere: amministra il denaro di famiglia, conduce compravendite, guada fiumi e dorme dove capita, anche nella cassa da morto offertale dal becchino di Front Smith, dove si è recata per ingaggiare Cogburn.
Storia di lealtà, vendetta e amicizia, Il Grinta si avvale di una sceneggiatura eccellente (il film è un lungo flashback raccontato dalla voce narrante della protagonista) nonchè della fotografia magistrale di Roger Deakins (già per Fargo, Il grande Lebowski e Non è un paese per vecchi, solo per citarne alcuni) e con i suoi paesaggi polverosi e sterminati, i duelli carichi di tensione e le disperate corse a cavallo, è già un'opera che ha il sapore del più classico film western hollywoodiano.
Così, a tre anni dal sempre epico, ma più contemporaneo Non è un paese per vecchi, i già quattro volte premio Oscar Joel ed Ethan Coen sembrano alzare ulteriormente il tiro e ingranare la marcia del film di genere.
Ispiratisi ambiziosamente al romanzo di Charles Portis e, con ogni probabilità, anche all'omonimo film diretto da Henry Hathaway che valse a John Wayne il suo unico Oscar nel 1970, gli autori regalano allo spettatore 110 minuti di sana avventura, colpi di scena e momenti di studiatissima suspence conditi, come vuole la tradizione, da solidi principi morali e citazioni bibliche, ma senza tralasciare quell'ironia sottile e tagliente, marchio di fabbrica del favoritissimo duo.




