Domenica, 27 Febbraio 2011 20:31

The Shock Labyrinth Extreme - Recensione

Scritto da 
Yuki torna dopo 10 anni dalla sua scomparsa. I suoi amici verranno catapultati in un viaggio tra presente, passato e futuro. Dal regista Takashi Shimizu un horror che vi terrà col fiato sospeso con effetti in 3D

Sono passati dieci anni da quando Yuki (Misako Renbutsu) è sparita, ed i suoi amici: Motoki (Ryo Katsuji), Ken (Yuya Yagira) e Rin (Ai Maeda), hanno dimenticato quanto accaduto quel giorno. Ma una sera, mentre fuori imperversa un temporale, Yuki riappare a casa di Rin, dove qualche minuto dopo arrivano anche Motoki e Ken. I ragazzi sono felici di aver ritrovato la loro amica, ma allo stesso tempo increduli che si tratti proprio di Yuki. Subito l’ accompagnano a casa dalla sua famiglia, dove ad attenderli trovano Miyu (Erina Mizuno), la sorella minore della ragazza. Mentre si trovano lì, Yuki ha un attacco di panico scatenato dalla vista di un peluche a forma di coniglio nella sua camera, che la madre ha lasciato intatta dal giorno della scomparsa della figlia. Ken, Motoki, Rin e Miyu portano Yuki, priva di sensi, all’ ospedale e qui si trovano ad affrontare i ricordi di quel giorno in una casa degli orrori dove passato, presente e futuro si intersecano.

The Shock Labyrinth Extreme nasce da un’ idea del regista Takashi Shimizu, che ha esordito la sua carriera nel 1998 con un cortometraggio per Kansai TV. Il successo però l’ ha ottenuto con Ju – On: La maledizione e Ju – On: La maledizione 2, reinventato con The Grudge (2002) e Ju – On: The Grudge 2 (2003). Nel 2004, su richiesta del regista Sam Raimi, che produce il film, adatta il suo primo film per il cinema, col titolo The Grudge, interpretato da Sarah Michelle Gellar, conosciuta dal pubblico per il telefilm Buffy - L’ ammazza vampiri. Nelle sale americane The Grudge incassa più di 100 milioni di dollari, guadagnandosi la prima posizione nella classifica dei film più visti per due settimane, evento mai accaduto ad un regista giapponese.

Il fil rouge del film è l’ Ikiryo, che nella mitologia giapponese è la manifestazione dello spirito di una persona viva che lascia temporaneamente il suo corpo. I giapponesi credono che lo spirito possa lasciare il corpo quando quest’ ultimo è gravemente malato o in coma, e può manifestarsi di fronte alla persona verso cui si prova profondo rancore o odio con l’ obiettivo di ferirla. Tale credenza è simile alla proiezione astrale

Chi ha visto The Grudge, noterà delle somiglianze fra le due pellicole. In entrambe il personaggio attorno a cui si muovono gli eventi, muore di morte violenta, ed il rancore resta vivo nel luogo della sua dipartita, ma mentre in The Grudge tale rancore colpisce tutti coloro che entrano in contatto col luogo dove è avvenuta la morte, in The Shock Labyrinth Extreme è diretta solo verso quelli che vengono considerati la causa della morte.

Il parco divertimenti dove è ambientato il film, è il Parco Fuji – Q Highland ed ospita la più grande casa degli orrori, la Cho Senritsu Meikyu, posta ai piedi del monte Fuji. L’ attrazione richiede 50 minuti per essere visitata ed è entrata nel World Guinness Record. C’ è una leggenda metropolitana legata alla Senritsu Meikyu. La leggenda racconta che inizialmente questa casa era un ospedale, che a corto di soldi, venne incorporato nel parco divertimenti, voce che i gestori né confermano né smentiscono. Si dice inoltre che ogni pezzo delle apparecchiature mediche presenti nella casa, sia reale.

Il regista Shimizu ha preso parte come membro della giuria per il premio Persol 3D per il film più creativo dell’ anno in 3D, vinto poi da Avatar e Dragon Trainer, alla 67^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove ha presentato fuori concorso la sua pellicola The Shock Labyrinth e alcune immagini del suo prossimo film Rabitto Hora 3D, diretto dallo stesso Shimizu con Christopher Doyle.

Articoli correlati (da tag)

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.