La pellicola girata quasi interamente nella misteriosa Venezia è diretta da Florian Henckel Von Donnersmarck, regista tedesco dal nome impronunciabile, Premio Oscar nel 2007 per Le vite degli altri.
Elise (Angelina Jolie) è un agente segreto, innamorata di un truffatore gentiluomo, ricercato in numerosi Paesi per furto e frode fiscale e inseguito da un potente boss che è stato da lui abilmente raggirato e derubato. Tocca all’intrigante donna trovare un ignaro malcapitato che faccia da copertura al suo amante, sostituendosi a lui. Frank Tupelo, professore di matematica del Wisconsin e lettore di gialli, sarà facile preda della sensuale Elise che userà tutte le sue armi di seduzione, coinvolgendolo suo malgrado in vertiginose fughe tra le calli e i canali veneziani.
In realtà il film sembra più un pretesto per unire sul grande schermo due grandi interpreti del nostro cinema, valorizzandone l’eleganza e lo charme e omaggiandone il talento.
Se Angelina è brava a usare il proprio corpo, muovendolo sinuosamente, e a concedere sorrisi e sguardi ammalianti, Johnny è oltremodo abile nel costruire un personaggio non proprio nelle sue corde. Come lo stesso attore ammette, Frank non è un personaggio straordinario come quelli da lui abitualmente interpretati, ma piuttosto normale, quasi sottotono. La sfida di Depp sta quindi nel mostrare Frank in tutta la sua ordinarietà.. Il suo estro e la sua genialità qui lo porta a cavalcare un paradosso: catturare questo eccesso di normalità, in un uomo che si trova a vivere una situazione assolutamente fuori dal comune, fino a renderla strana.
Il film però si mostra debole, a tratti inverosimile. Non solo non appartiene a un genere ben definito, passando senza criterio dalla commedia romantica al giallo d’altri tempi, dal thriller all’action movie, ma non si riesce a collocarlo temporalmente perché è sì un film girato ai nostri giorni, ma potrebbe benissimo essere stato girato anni fa o ambientato in un’altra epoca. La Jolie gioca a fare la dama misteriosa, indossa abiti démodé e sfoggia acconciature retrò in una Venezia da favola dal gusto barocco. D’altro canto ci sono elementi della contemporaneità: Depp fuma una sigaretta elettronica, le spie monitorano gli spostamenti dei due fuggitivi con telecamere e computer, la cassaforte con la refurtiva ha un sofisticato sistema digitale di sicurezza. Un po’James Bond, un po’ Hitchcock, ma senza la suspence del primo e l’impronta del genio del secondo, The Tourist ruota attorno ai due interpreti d’eccezione e si rende involontariamente comico con la presenza di attori nostrani, da De Sica a Frassica, assolutamente fuori luogo, ridotti a poco più che comparse e immotivatamente elogiati dal regista tedesco.
Intanto la pellicola ha già conquistato tre nominations ai Golden Globe nella categoria miglior attore/attrice e miglior commedia/musical. Depp, candidato anche per il ruolo dello stralunato Mad Hatter di Alice in Wonderland, in conferenza stampa si dichiara felice e commosso, pur ammettendo di non amare particolarmente le competizioni. Il camaleontico Johnny trova bizzarro dover “gareggiare” con se stesso, ma io non ho dubbi: il Cappellaio burtoniano non può temere un professore del Wisconsin.




