Martedì, 08 Febbraio 2011 13:42

Femmine contro maschi - Recensione

Scritto da 
Una commedia romantica che all’inizio sembra presentare l’amore in modo pessimista, ma che nel tirare le somme non rinuncia al classico lieto fine.

“Il maschio scelto dalla femmina non è colui che le sembra più attraente, ma colui che la disgusta di meno”. È con questa frase perentoria dello scienziato di Charles Darwin che il regista Fausto Brizzi ha deciso di introdurre la prima scena del suo ultimo film Femmine contro Maschi.

Secondo quanto dichiarato dal cineasta, la pellicola è in realtà uno spin-off del precedente Maschi contro Femmine, dal momento che vi ritroviamo gli stessi personaggi. I ruoli principali del primo capitolo, però, qui diventano secondari, mentre quelli che allora facevano solo una breve comparsata adesso diventano i protagonisti della storia, coadiuvati fra l’altro da alcuni nuovi interpreti (Ficarra & Picone, Serena Autieri, Francesca Inaudi). Femmine contro Maschi, perciò, non può essere considerato un sequel, dal momento che le due opere posso essere viste anche singolarmente, senza per questo perdere di senso.

Entrambi i film, ad ogni modo, sono stati girati contemporaneamente e sono accomunati dallo stesso tipo di comicità all’italiana, che suscita la risata facile in sala. Aver effettuato le riprese dei due lavori insieme ha comportato il rischio di un ipotetico doppio flop, cosa che fortunatamente non è avvenuta, visti i 13,5 milioni di incassi di Maschi contro Femmine.

Già i titoli di per sé riescono ad imporsi con decisione sul mercato: sono facili da ricordare, e i termini “maschi” e “femmine” sono più realistici e sanguigni di quelli più banali di “uomini” e “donne”.

Se nella prima saga erano maschietti più o meno giovani a combinarle di tutti i colori, qui invece appaiono sottomessi alle proprie mogli, mamme e compagne, dal carattere alquanto aggressivo o quantomeno manipolatore. La parte più autoritaria e irrefrenabile è senza dubbio quella ricoperta da Luciana Littizzetto, che non ci pensa due volte ad approfittare della perdita di memoria del marito (Emilio Solfrizzi) per riplasmarlo a sua immagine e somiglianza, trasformandolo così nel “marito ideale” che ha sempre sognato.

Simili incompatibilità di carattere e problemi di convivenza le attraversano pure le coppie Ficarra/Francesca Inaudi Picone/Serena Autieri. Le due fidanzate, infatti, non sopportano la passione dei loro partner per la musica dei Beatles, che li ha spinti a fondare e a suonare in una cover band (in una scena Ficarra si cimenta addirittura cantante eseguendo un brano del gruppo veramente esistente The Apple Pies, due membri del quale compaiono anche in diverse scene come musicisti).

Una situazione del tutto diversa, al contrario, è quella che si trovano ad affrontare gli ex coniugi incarnati da Nancy BrilliClaudio Bisio, a causa dell’incapacità di quest’ultimo di dire di no a una mamma un po’ troppo invadente (Wilma De Angelis): qui, insomma, chi comanda l’uomo di casa è la mamma. Molto divertente è il momento in cui la famiglia si trova costretta a girare dei falsi filmini delle vacanze, per far credere alla signora di essere ancora un nucleo unito. Per accompagnare le immagini dei finti soggiorni in paesi tropicali, è stata scritta appositamente da Bruno Zambrini la canzone Welcome to Bora Bora(inclusa nel cd di imminente uscita della colonna sonora dei due film, insieme a quella dei titoli di coda cantata da Noemi e scritta da Vasco Rossi).

La pellicola, infine, si avvale di due importanti operazioni di product placement, una con la Gazzetta dello Sport (realizzata tramite l’agenzia Camelot) e un’altra con il marchio di lingerie Intimissimi. L’ultima fatica di Brizzi, in aggiunta, verrà pubblicizzata indirettamente sulla pagine di Topolino, che nel numero in uscita il 9 febbraio includerà la storia a fumetti Qui, Quo, Qua e il plurinnamoramento ideata a quattro mani da Brizzi e da Riccardo Secchi e ispirata alle vicende del piccolo Lorenzo (Edoardo Cesari) raccontate in Femmine contro Maschi.

Insomma, una visione adatta per festeggiare degnamente San Valentino, visto che si tratta di una commedia romantica che all’inizio sembra presentare l’amore in modo pessimista, ma che nel tirare le somme non rinuncia al classico lieto fine.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.