Lunedì, 31 Gennaio 2011 16:06

L'illusionista - Recensione

Scritto da 

Al Centre National de la Cinématographie giaceva da cinquant’anni una sceneggiatura sotto l’anonimo nome di Film Tati n° 4, un sceneggiatura mai prodotta

La figlia di Tati, Sophie Tatischeff, non poteva più sopportare che questa rimanesse negli archivi del CNC e ha deciso di affidarla nelle mani di Sylvain Chomet, regista nominato all’Oscar per Appuntamento a Belville, che ha raccolto la sfida di riportare in vita l’incomparabile magia di Jacques Tati con grande entusiasmo.

L’Illusionista è una lettera d’amore da un padre a una figlia, è la storia di due strade che si incrociano: quella dell’anziano prestigiatore che vede giovani rock star rubargli la scena,  e lui è costretto a viaggiare e a esibirsi in squallidi localini di terz’ordine. L’unico ingaggio lo porta, dalla Francia, in un piccolo e freddo paesino della Scozia, dove incontra Alice, una giovane ragazza del luogo, che pensa che le sue siano magie vere. Così decide di seguirlo fino a Edimburgo.

Due strade che si incrociano, quella di lui va verso la fine della sua carriera e quella di Alice che si affaccia sulla vita adulta e pian piano lo diventa sul serio.

L’illusionista, una delicata e piacevolissima sorpresa, che riporta in vita il magnifico modo di fare cinema di Tati, che nell’epoca del cinema in 3D, ricco di effetti speciali e spesso, povero, di sentimenti, ci ricorda che per emozionare non è necessario stupire il pubblico con giochi di prestigio computerizzati, ma è sufficiente raccontare una storia, una bella e dolce storia, fatta soprattutto di immagini, perché siamo sempre nel mondo dell’animazione, e poco di parole.

Un film che arriva dritto al cuore, che coinvolge e intenerisce lo spettatore, che si emoziona nel vedere con quanta energia e impegno il prestigiatore cerchi di accontentare Alice e quanto lei inizi a fingersi donna senza accorgersi che lo sta davvero diventando.

Una prova pienamente superata, che dimostra inoltre che non è necessario essere la grande Disney per stupire ed emozionare tornando al disegno in 2D.

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.