La coppia si era già cimentata in passato con questo genere attraverso la pellicola “South Kensington” (interpretata da Rupert Everett e da Elle McPherson), ottenendo fra l’altro un discreto successo di critica e di pubblico. Come allora, anche questa nuova storia è ambientata (seppur questa volta solo in parte) a Londra, città dove appunto questo tipo di film regna sovrano assieme al cosiddetto humor britannico.
Non a caso il personaggio di Marco (Raoul Bova) assomiglia molto nell’atteggiamento a quelli portati sullo schermo dall’attore inglese Hugh Grant, considerato appunto un’icona per quanto riguarda la comicità raffinata. Egli è un giovane manager italiano trasferitosi nella metropoli straniera per lavorare in una azienda di cosmetici. Ben presto, però, dovrà ritrasferirsi in patria, poiché il suo capo a deciso di promuoverlo come responsabile marketing della sede di Milano. Qui incontrerà diverse donne (Kelly Reilly, Barbora Bobulova, Martina Stella, Sarah Fellerbaum) presentategli di volta in volta da conoscenti o colleghi. Ognuna di loro cercherà di superare i propri problemi personali e sentimentali con i rispettivi partner cercando appoggio proprio nel nostro malcapitato protagonista. Lui, dal canto suo, spera tutte le volte di aver incontrato la propria anima gemella, ma è costretto subito a ricredersi a causa di una serie di motivi che vengono in seguito a galla, attraverso situazioni spesso divertenti.
Raoul Bova è stato molto felice di tornare a recitare con il regista Carlo e con lo sceneggiatore Enrico Vanzina, dopo ben 17 anni dalla loro prima collaborazione per “Piccolo Grande Amore”. Stanco di prestare il volto ai personaggi di film drammatici, è tornato con piacere a cimentarsi nella commedia, che egli reputa utile per gli attori al fine di analizzare se stessi, al pari di una terapia psicologica. In questa pellicola, poi, Bova non rappresenta neppure il classico bellone, bensì una persona adulta e coraggiosa, con dei principi morali così forti a tal punto che preferisce auto licenziarsi per non “dover segare le gambe” ai colleghi più sfortunati.
Il film, insomma, risulta molto attuale e con delle tematiche sociali ben definite: la crisi economica in Europa, la precarietà in ambito lavorativo e la conseguente difficoltà di crearsi una relazione sentimentale stabile. Il finale aperto, però, lascia spazio anche alla speranza di un futuro migliore.
La commedia, probabilmente, piacerà proprio per questo suo aspetto realistico, in cui la maggior parte del pubblico (in primis i giovani) non mancherà di identificarsi




