Lunedì, 16 Novembre 2009 12:04

La bella gente - Recensione

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La bella gente

La bella gente (Italia, 2009, 96'). Regia: Ivano De Matteo; Soggetto e sceneggiatura: Valentina Ferlan; Fotografia: Duccio Cimatti; Montaggio: Marco Spoletini; Scenografia: Luca Servino; Costumi: Loredana Buscemi, Musica: francesco Cerasi; Personaggi e interpreti: Monica Guerritore (Susanna), Antonio Catania (Alfredo), Vittoria Larcenko (Nadja), Elio Germano (Giulio), Giorgio Gobbi (Fabrizio), Iaia Forte (Paola), Myriam Catania (Flaminia),; Produzione: Guido Servino, Guglielmo Ariè.

Basta mandare un sms in Uganda o in Monzambico, per mettersoi la coscienza a posto, oppure bisogna tenersi in casa una prostituta da redimere? L'ultima fatica di Ivano De Matteo, primo film italiano presentato al TFF, cerca di rispondere a questo difficile quesito. Ma aldilà del racconto, La bella gente vuol dire di più. Il film, maliconico e divertente, narra di una coppia cinquantenne, borghese e di sinistra, che trascorre una vacanza nella villa di proprietà nelle campagne vicino a Orvieto. Architetto lui, psicologa lei, hanno stabilito tra loro un perfetto equilibrio. Si amano e vivono nel rispetto reciproco. Ma senza tanti sussulti. A ognuno il suo lavoro, nella caotica Roma, poi i fine settimana e le estati in Umbria, insieme a un'altra coppia romana, loro coetanea, che abita nella lussuosa casa accanto. La piscina non manca. E nemmeno le passeggiate nei boschi. Ma un "bel giorno" Susanna percorre in auto la statale per tornare alla villa dopo aver fatto shopping in paese e si imbatte in una giovanissima prostituta mentre viene malmenata dal suo protettore. Poi la vede di nuovo mentre vomita, in seguito alle botte del pappone. Susanna è sconvolta. Ne parla col marito e lo convince, non senza difficoltà, a portarla a casa. I due la vogliono aiutare, toglierla definitivamente dalla strada e darle un lavoro con il quale poter vivere in pace. Ma questo proposito si scontra con la realtà. Nadja all'inizio non vuole, crede di essere stata rapita per loschi fini. Subito dopo però capisce che i due ospiti vogliono iol suo bene. E lei ci sta, si integra presto in questa nuova situazione fatta di agi e di regali. Tutto sembra tranquillo fino a quando non arriva in casa Giulio, il figlio dei due, accompagnato dalla sua fidanzata Flaminia.

Il ragazzo studia a Londra ed è adesso è in vacanza. Ha deciso di andare a trovare i suoi partendo dall'isola del Giglio, dove si trovava con la bella Flaminia. Ma quando arriva nella villa dei genitori e vede la splendida fanciulla ucraina che loro hanno deciso di ospitare, ne rimane colpito. Flaminia si ingelosisce delle reciproche attenzioni che i due si manifestano e decide, dopo un litigio con il fidanzato, di tornare a casa da sola. Giulio non se ne preoccupa troppo: vuole un'avventura con la ragazza dagli occhi azzurri. Ci va in gita al lago Trasimeno, la accompagna in paese, e poi se la porta a letto. Ma nel frattempo Flaminia lo chiama e lui... torna all'ovile. Se ne va senza nemmeno salutare la giovane ucraina. Non solo. Ha un furioso alterco col padre: ne rifiuta le rampogne e arriva a credere che anche lui ci abbia provato con Nadja. Susanna si accorge di tutto, ovviamente, e diventa furibonda. Se la prende con nadja e decide di spedirla in un centro di reinserimento. Ma alla stazione, la ragazza ucraina, appena Alfredo si è allontanato, anziché prendere il treno per la destinazione concordata, si mette il rossetto, intasca i soldi che la coppia le aveva donato e....

La morale la lasciamo a voi spettatori. E anche la risposta alla domanda iniziale. Come si può fare del bene davvero? Spesso, per aiutare gli altri, non si tiene conto della loro personalità e dei loro reali desideri. Si forza, insomma, la loro libertà. E' questo il vero messaggio del film. Oltre a far pensare a un risvolto di tipo socio-politico è anche così che si manifesta la crisi della sinistra italiana? Non è forse inquinata da troppo borghesismo da una mentalità benpensante?

Divertenti quadretti familiari spesso dipinti con ironia e sapienza, grazie anche alla impeccabile interpretazione di Catania e della Guerritore. Bravissima, quest'ultima, a fare la moglie, la mamma e ... la suocera. Il film è nella sezione Festa Mbile, Figure nel paesaggio. Merita attenzione l'opera di Ivano De Matteo, regista romano di 38 anni, che si muove, in questo caso, nel solco della tradizione della commedia all'italiana. ha dimostrato di saper tenere bene i ritmi della suspense, che ha una progressione da thriller psicologico, ha curato anche dettagli divertenti come la bottiglia che rischia di cadere sul letto addosso ai due innamorati (Giulio e Flaminia) o il primo piano di un prezioso carilllon porta-sigarette che Nadja osserva con curiosità e desiderio una volta rimasta sola nella villa. Da vedere. Non si rimarrà delusi.

doppioschermo

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