Lunedì, 16 Novembre 2009 22:01

La cosa giusta - Recensione

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La cosa giusta

La cosa giusta (Italia, 2009, 90'). Regia e Soggetto: Marco Campogiani; Sceneggiatura: Marco Campogiani e Giovanni De Feo; Fotografia: Maurizio Calvesi; Montaggio: Mauro Menicocci; Scenografia: Marta Maffucci; Costumi: Stefania Svizzeretto; Musica: Theo Teardo; Suono: Piero Parisi; Interpreti: Paolo Briguglia, Ennio Fantastichini, Ahmed Hafiene, Camilla Filippi, Anis Garbi, Graziano Piazza, Gianni Vattimo, Younis Tawfik, Riccardo Forte, Francesco Rossigni; Produttore: Tommaso Calevi; produzione: Toma Cinematografica e Rai Cinema; Distribuzione: Istituto Luce.

Una storia giocata sui sospetti, le ambiguità, i dubbi, le incomprensioni tra due poliziotti e un presunto terrorista islamico. Il questore di Torino mette due sbirri alle calcagna di un arabo appena uscito dal carcere perché assolto dall'accusa di essere il fiancheggiatore di una cellula di Al Kaheda. La "strana coppia" di agenti all'inizio non si sopporta. I due sembrano persino incompatibili per carattere, storia personale ed esperienza. Hanno un metodo diverso di indagare e di considerare le loro responsabilità. Ma poi diventano amici. Li divide ancora, forse, e fino alla fine della storia, il giudizio sul marocchino, che, sebbene scagionato anche in appello, continua ad intrattenere rapporti con un misterioso personaggio. Eugenio, il più giovane dei poliziotti, vuole andare fino in fondo alla vicenda anche dopo aver lasciato l'incarico e scoprire chi sia veramente Khalid, con il quale ha avuto a che fare per mesi. E' davvero un terrorista? Così, spinto anche da un sentimento di simpatia umana nei suoi confronti, lo va a trovare in Marocco, dove è stato nel frattempo rimpatriato. Ma appena esce dalla casa di Khalid, Eugenio viene arrestato perché sospettato di essere un suo complice. Tornerà sano e salvo in Italia grazie all'aiuto di Duccio, l'amico-nemico ispettore. Sua la frase finale che da il titolo al film: "Le stronzate le fai perché ci credi. Perchè pensi che quella sia la cosa giusta da fare. Ma io non lo so qual'è la cosa giusta...".

Crediamo che in questo film il regista sia riuscito, in sostanza, a raggiungere i suoi obiettivi. Uscendo dalla sala ci siamo portati dietro i due personaggi principali, con le loro contraddizioni, la loro umanità, i loro dubbi. Poliziotti, ma soprattutto uomini "vivi". Il merito però va anche agli attori: straordinaria l'interpretazione di Ennio Fantastichini che ha dato spessore al suo Duccio, l'ispettore anziano. Bravo anche Paolo Briguglia nei panni di Eugenio. Khalid è stato interpretato invece da un convincente Ahmed Hafiene, l'architetto tunisino del film La Straniera, di Marco Turco, altra opera presentata a questo Torino Film Festival. Da segnalare anche un divertente cammeo del filosofo torinese Gianni Vattimo, apparso un paio di volte nel ruolo del difensore di Khalid. Questa commedia amara di Marco Campogiani fa riflettere senza mai annoiare.

doppioschermo

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