Mercoledì, 18 Novembre 2009 01:49

The Shock Doctrine - Recensione

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The Shock Doctrine



The Shock Doctrine (Gran Bretagna, 2009, 78'). Regia: Mat Whitecross, Michael Winterbottom; Soggetto: tratto dall'omonimo libro di naomi Klein; Fotografia: Ronald Plante, Rich Ball; Montaggio: Paul Monaghan; Suono: Joakim Sundstrom; Interpreti: Naomi Klein, Kieran O'Brien; Produttori: Andrew Eaton, Alex Cooke, Avi Lewis; Produzione: Revolution Films e Renegade Pictures.


Documentario che tenta di dimostrare come la "dottrina dello shock di massa" sia scaturita dalle teorie liberiste di Milton Friedman, professore di Economia all'università di Chicago degli anni '40 del secolo scorso. Con l'aiuto di immagini di repertorio e di interviste realizzate dalla stessa autrice dell'omonimo libro pubblicato in America da cui questo filmato è tratto, si sostiene che le crisi, le guerre, e persino le calamità naturali siano servite al governo degli Stati Uniti per rilanciare la sua economia e creare lo sviluppo dei Paesi sotto la sua influenza. Anche se i risultati, in questo secondo aspetto, sono stati spesso anch'essi disastrosi. La dottrina dello sgomento sarebbe stata dunque applicata negli ultimi quarant'anni nel Cile di Pinochet, nella Gran Bretagna guidata da Margaret Thacher e nelle invasioni americane dell'Afghanistan e dell'Iraq. Colpisce l'intervista a Janine Huard, che ha subito sulla sua pelle le sperimentazioni psichiatriche (fondate sull'elettroschock) di Ewen Cameron sulle quali è stato scritto il famoso manuale di tortura della Cia. Secondo la dottrina dello shock, sostiene la Klein, la libertà e la democrazia, sarebbero possibili solo con crisi profonde e disastri che consentano di "risalire la china" attraverso drammatici cambiamenti, all'insegna del libero mercato e delle privatizzazioni dei servizi. E a costo di vittime innocenti... Anche nel caso dell'11 settembre potrebbe essere stato così, si lascia intendere nel documentario. E se la dottrina che tende a incrementare e diffondere la paura tra la gente fosse alla base anche della crisi economico-finanziaria che sta agitando il mondo occidentale? Nel documentario non si da una risposta ma si pongono inquietanti interrogativi.


Il lavoro dei registi britannici Whitecross e Winterbottom si presenta subito come una spietata condanna di certi atteggiamenti dell'America. I titoli che precedono i diversi capitoli del documentario sono scanditi dal suono di una macchina da scrivere che sembra una mitragliatrice. Ci sono immagini davvero shoccanti e di grande impatto emotivo: malati psichiatrici sottoposti a torture, l'assedio aereo e gli scontri a fuoco alla Casa Rosada durante il golpe di Pinochet, lo tzunami, la guerra nelle Falkland, il famoso attacco alle Torri Gemelle. Si parla, e si vedono filmati di repertorio anche sui desparecidos in Argentina, sulla guerra del Golfo, le crudeli torture ai prigionieri di Guantanamo. Si esce dalla sala con un senso di timore e preoccupazione per il futuro di un mondo che sarebbe dominato da governanti senza scrupoli. Ma bisognerebbe sentire "l'altra campana".

doppioschermo

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