
Carne viva (Francia, 2009, 97'). Regia, Fotografia e Suono: Jean-Charles Hue;Montaggio: Isabelle Proust; Interpreti: David Perry, Yvon Guadalupe Venegas, Jorge Hank, Angel Soto; Produttori: Elisabeth Pawlowki, Pascal Verroust; produzione e Distribuzione: Adr Production.
A Tijuana, in Messico, al confine con gli Stati Uniti, si vive come in una lama di coltello. È qui che si svolge la vicenda di David, americano bianco, e Angela, una prostituta di colore che è diventata la sua ragazza. Mentre David cerca il suo gatto scomparso tra i palazzi abbandonati del centro della città, gli raccontano di un macabro rito a cui si dedica uno spacciatore di droga locale per evitare di incappare nella polizia: sgozza un cane con uno strano coltello dal manico di osso di cane, lo crocifigge e ne raccoglie il sangue. Quel coltello... ecco il vero protagonista del film, oltre a David. Personaggio curioso, comunque, questo cinquantenne un po' pazzo, tossicodipendente, sdentato, magrissimo e malato di tumore. Ha deciso a vivere appieno il tempo che gli resta e affrontare la realtà così come si presenta narrando a chi incontra la sua storia. La realtà che David non evita è fatta di incubi e riti esoterici, ma anche di assassini, pedofili, e persino di un sindaco che vuole essere eletto governatore.
Un noir sui generis, in formato documentario, con inquadrature spietate e immagini in cui la Carne viva (proprio la scena girata al mattatoio da il titolo al film), viene mostrata senza infingimenti. mamma mia, questo Hue! Non ci risparmia nulla e quando non lo vede in natura, lo ricostruisce alla perfezione. E proprio qui sta il bello del suo lavoro alla macchina da presa.