
Sarà uno dei protagonisti della giornata di domani, quando incontrerà il pubblico. James Ivory atterrerà sul red carpet romano con un giorno di ritardo rispetto al suo ultimo film, The city of your final destination, presentato oggi, fuori concorso, alla kermesse romana. Tratto dal romanzo di Peter Cameron, Quella sera dorata, la pellicola racconta la storia di Omar Razaghi (Omar Metwally), studente di origini iraniane che aspira a diventare docente all’Università del Colorado. Per questo decide di scrivere la biografia ufficiale di Jules Gund, scrittore latino-americano famoso per il suo libro “La Gondola” e morto, probabilmente, suicida. La mancata autorizzazione da parte della famiglia allargata di Gunt spinge il protagonista verso l’Uruguay. Un viaggio che, in principio, poco convince Omar, ma che lo spingerà verso il suo stesso destino. I famigliari di Gund, le loro complicate relazioni e un evento inaspettato cambierà la vita del protagonista.
Per non correre rischi James Ivory ha pensato bene di portarsi sul set Anthony Hopkins (memore di passate collaborazioni come Casa Howard, Quel che resta del giorno e Surviving Picasso). E’ la scelta è quanto mai azzeccata. E’ lui a guidare questo ritratto di famiglia, a provarne a districare le fila e a rendere più intensa e interessante la pellicola, prima opera di Ivory senza il partner Ismail Merchant. Hopkins, che interpreta perfettamente il ruolo di Adam, fratello dello scrittore scomparso e grande amante della vita e dell’amore, dona spessore alla storia che a tratti può portare lo spettatore fuori strada. Accanto al premio Oscar, Laura Linney e Charlotte Gainsbourg, incarnano le due donne amate da Gunt, due facce di una solo medaglia, opposte ma entrambe, a loro modo, ancora desiderose d’amare e di essere amate. Quella che in principio sembra una trama misteriosa, come la storia dello stesso Gunt, diventa, nel corso del film, una semplice commedia romantica corale, arricchita dalle buone interpretazione di Hopkins e compagni e dall’ottima fotografia dello spagnolo Javier Aguirresarobe che sfrutta al meglio i fantastici e malinconici paesaggi sudamericani. Se la curiosità all’inizio è tutta per la storia dello scrittore scomparso, a metà pellicola è tutta concentrata sul personaggio di Omar, su quello che farà, e soprattutto su quale sarà la sua “ultima meta”. Accanto a lui da segnalare la buona interpretazione di Alexandra Maria Lara, la sua fidanzata ufficiale, che incarna la precisione e l’organizzazione tipica di una donna in carriera statunitense, per nulla a suo agio nella campagna uruguayana tra vigneti e api che ronzano. Una sola puntura, un semplice evento non calcolato, infatti, può essere fatale, e cambiare il corso della sua vita, farle prendere esattamente la piega che lo stesso destino aveva già scritto.




