
L'adolescenza è spesso materia da Festival, specialmente se - come accade a Roma - c'è addirittura un'intera sezione dedicata al cinema per ragazzi. Tra quelli visti e intravisti in questi primi tre giorni di rassegna, Dear Lemon Lima è senza dubbio il migliore. Coniuga l'ovvio riferimento alle tematiche dell'età inquieta con ritmo e leggerezza: sembra facile conciliare le due cose, ma andate a vedere il soporifero Skellig di qualche giorno fa per un raffronto a tratti impietoso. Scritto e diretto da Suzi Yoonessi, che curiosamente nel 2007 è stata regista di un altro film per l'infanzia dallo stesso titolo, ha vari lampi d'originalità, a cominciare dall'insolita ambientazione nell'inospitale Alaska, con tutto il corredo di tradizioni e balli folkloristici locali; il diario segreto e l'amico immaginario (da cui il titolo) sono solo pretesti neanche troppo sfruttati per un discorso armonico, gradevole e mai noioso anche se non del tutto freschissimo, data l'abbondanza di riferimenti e citazioni a precedenti film di genere; alcune manifeste ("L'attimo fuggente" con il ragazzino in perenne contrasto con i genitori), altre più suggerite dall'atmosfera (il brio di Juno di Jason Reitman, vincitore del Marc'Aurelio d'oro nel 2007 e tra l'altro presente oggi nella stessa sala due ore prima con l'ottimo Up in the Air; ma anche alcuni lampi di feroce realismo dal vecchio e dimenticato Fuga dalla scuola media di Todd Solondz, del quale comunque non ha la cinica e acida cattiveria, e del resto non ce n'è neanche la volontà di possederla). Piacevole educazione sentimentale con particelle di proto-femminismo, che dura novanta minuti, tutti piacevoli. La ragazzina protagonista si chiama Savanah Wiltfong ed è debuttante assoluta; nel ruolo della madre del piccolo Hercules, notevolmente invecchiata, c'è Melissa Leo, nominata all'Oscar lo scorso anno per Frozen River.




