Lunedì, 19 Ottobre 2009 01:19

Plan B - Recensione

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Opera prima del regista argentino Marco Berger, approda al Festival di Roma Plan B, secondo film in concorso dopo Viola di Mare sul tema dell’omosessualità.

Il film nasce dall’ampliamento di un precedente corto The Watch, già presentato a diversi Festival, tra cui Cannes e Sundance.

La storia è quella di Bruno che, dopo il fallito tentativo di riconquistare l’ex ragazza, ora impegnata con Pablo (il bellissimo Lucas Ferraro che ricorda vagamente Garcia Bernal), decide di passare al piano B: stringere amicizia col “nemico” nel tentativo di minare la relazione tra i due. La situazione da triangolo amoroso però si esaurisce in fretta per lasciare spazio all’amicizia tra i due ragazzi che a poco a poco sfuma in amore.

Così sullo sfondo da giungla urbana di Buenos Aires i due giovani si innamorano  contro ogni logica e ogni resistenza che tentano di opporre. Il film è ciò che Viola di mare aveva tentato di essere senza riuscirci: una storia d’amore che prescinde totalmente dai generi sessuali.

La lentezza della narrazione è funzionale alla storia, che è tutta interiore: nulla veramente accade a parte le chiacchiere, i turbamenti, la tensione sessuale tra due ragazzi che scoprono poco a poco il loro amore reciproco e un lato inaspettato della propria sessualità.

Nonostante la bontà delle intenzioni, però, restano vistose pecche tecniche: una regia forse immatura, una lentezza a tratti esasperante,una narrazione talvolta farraginosa che sicuramente avrebbe beneficiato di qualche taglio.

A chi ha la pazienza di guardarlo però il film regala una storia autentica,uno sguardo privilegiato e per nulla banale sull’epifania dell’amore di un lui per un altro lui.

doppioschermo

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