Quando Mathieu torna nella città natale per assistere la madre morente si imbatte in Maya, vero grande amore della sua vista, che non vedeva da 15 anni. La passione li travolge subito con tutta la forza dirompente del passato e presto li risucchia in un vortice ossessivo. Prima è Maya a rinunciare a Mathieu, ma tre anni dopo i rimpianti la condurranno nuovamente da lui in un ciclo che appare senza fine.
Il regista, Cedric Kahan, parla di La signora della porta accanto di Truffaut come l'ispirazione del film, "una di quelle pellicole che ci influenzano come un incontro e diventano parte di noi", così che ha voluto esplorare in maniera personale il tema del ritorno di un amore passato e di ciò che scatena in quanto a ricordi, vita vissuta, speranze lasciate da parte che ora possono nuovamente e inaspettatamente diventare realtà...o restare per sempre "regrets".
Il film, nonostante una fotografia e una regia non certo eccelse, riesce ad emozionare e a coinvolgere; infine, i continui movimenti fisici dei due amanti che si rincorrono e fuggono senza sosta (da Parigi alla campagna, in auto, in treno e persino correndo) rappresentano una bella metafora degli antirivieni dell'amore e dell'irrazionalità della passione.




