- Scritto da Laura Guerrato
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Cercasi amore per la fine del mondo - Recensione
La fine del mondo è imminente: Dodge e Penny capiscono, forse troppo tardi, di non volere più sprecare il poco tempo rimasto e decidono di partire per realizzare l’ultimo desiderio.
L’asteroide Matilda è diretto verso la Terra, l’ultimo tentativo di distruggerlo è stato vano, così il pianeta ha solo 21 giorni di vita prima dell’impatto che lo distruggerà del tutto.
Dodge (Steve Carrell) apprende la notizia dalla radio in macchina con la moglie, la quale non appena finisce di ascoltare l’annuncio scappa per non tornare più, solo dopo Dodge scoprirà che aveva un amante da anni. Dodge inizialmente non vuole affrontare la realtà e infatti continua ad andare tutti i giorni al lavoro, invece alle feste organizzate dai suoi amici si chiude in bagno sdraiandosi nella vasca con una boccetta di sciroppo per la tosse allungato con la vodka. La sua giovane vicina di casa Penny (Keira Knightley), che Dodge conosce una sera per caso, è concentrata solo sui problemi che ha con il suo fidanzato musicista. Entrambi sembrano negare l’imminente fine.
Ma poi, in seguito ad alcune sommosse scoppiate in città vicino al loro palazzo, decidono di aprire gli occhi: Dodge vuole ritrovare il suo amore giovanile, Olivia, e Penny vuole tornare a casa dai suoi genitori in Inghilterra, anche se ha ormai perso l’ultimo volo disponibile. I due intraprendono un viaggio on the road per raggiungere i propri obiettivi insieme.
Debutto alla regia della sceneggiatrice Lorene Scafaria (Nick & Nora – Tutto accadde in una notte, 2008), Cercasi amore per la fine del mondo accompagna il pubblico in un viaggio, a tratti divertente, a tratti commovente, durante gli ultimi giorni della Terra.
Il titolo potrebbe far pensare alla classica commedia romantica all’interno di un’ambientazione apocalittica, tuttavia i tempi della narrazione non si avvicinano quasi per niente a quelli di una commedia uniformata al cinema di Hollywood. Vediamo quindi i due personaggi, distanti per carattere ed età, che si conoscono casualmente pochi giorni prima della fine del mondo e che decidono di aiutarsi a realizzare gli ultimi desideri prima di morire.
Steve Carrell ha definito il film come l’altra faccia di Armageddon (di Michael Bay del 1998), poiché non c’è il Presidente in contatto costante con gli astronauti sulla navicella e in contemporanea in televisione davanti alla nazione a fare annunci strappalacrime, inCercasi amore per la fine del mondo ci viene mostrato cosa accade alle persone comuni in una situazione apocalittica, le scelte che compiono, con la consapevolezza che tutto finirà entro pochi giorni. La Scafaria, infatti, voleva una sceneggiatura concentrata sul lato umano, che raccontasse una storia di rapporti, di relazioni tra le persone, relazioni dettate da sentimenti forti e ci è riuscita. È stata brava a costruire ed equilibrare, senza forzature, il rapporto tra i due personaggi e, nonostante il finale sia un po’ troppo lungo, è una pellicola che commuove senza troppa malizia.
Tanto hanno fatto anche i due attori, tra i quali si è creata una bella alchimia, che sono riusciti a trasmettere al pubblico: una fusione tra la Knightley, attrice drammatica in un ruolo comico, e Carrell, attore comico in un ruolo più drammatico.
È sul rapporto tra questi due personaggi/attori che si svolge il film, composto da numerosi dialoghi malinconici e divertenti, all’interno di una visione dell’umanità grottesca e un po’ inquietante, ma credibile, poiché non è naturale per un uomo sapere quando morirà e molte persone si ritroverebbero disorientate sapendo che la fine è imminente e potrebbero continuare a vivere come se nulla fosse.
Un film on the road un po’ particolare, non caratterizzato da immensi paesaggi ed eventi straordinari (certo se si esclude l’imminente fine dell’umanità!), un film on the road che parla di persone, persone vere e comuni. Penny e Dodge entrano in contatto con pezzi di vita di numerosi personaggi, ognuno diverso e intento a fare qualcosa, anche solo semplicemente ad aspettare la fine.