- Scritto da Gianluca Grisolia
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Detachment - Il distacco - Recensione
Dal regista di American History X, uno dei peggiori teacher movie degli ultimi anni. Nemmeno Adrien Brody riesce a salvare il film dai rischi di didascalismo e retorica
Uno potrebbe pensare: Adrien Brody e il regista di American History X insieme, una garanzia. E invece si trova di fronte ad una dei peggiori teacher movie degli ultimi anni. Un peccato, non c’è che dire. Eppure c’erano tutte le carte in tavola per giocare un’ottima mano.
La storia è quella di un supplente di letteratura, tale Henry Barthes (citazione colta e strutturalista decisamente gustosa da rivalutare alla luce dell’intera pellicola), il quale si ritrova ad insegnare in un istituto degradato con tanto di alunni teppisti svogliati ed indisponenti, colleghi frustrati da carriere collassate rovinosamente e – giusto per non rischiare di sfuggire ai cliché - una giovane maestra single e carina costantemente terrorizzata dalla fauna scolastica. Il metodo didattico di Barthes, tuttavia, è ben lontano da quello del tipici professori da film che si atteggiano a mentori. Tutta la sua vita procede senza particolari guizzi emotivi, oscillando tra aneliti moraleggianti ed una evidente atarassia.
In realtà l’ambiente scolastico fa più da filo conduttore che da reale sfondo alla vicenda. Lo sguardo di Tony Kaye è ripiegato sul livido protagonista, assai più cinico di quanto non sarebbe disposto ad ammettere ma non così anaffettivo da sfiorare l’indifferenza. Brody appare volutamente sfatto, anestetizzato, sottratto alla propria fisicità attoriale, rendendo appieno lo spirito disilluso del suo maestro di periferia.
Eppure, nonostante la sostanziale bravura degli attori, il film non decolla né convince mai. Colpa forse di dialoghi piatti, di sequenze impensabilmente didascaliche e di uno stile di ripresa che, invece di aumentare la percezione di verosimiglianza, ha il contraddittorio effetto di rendere artificioso l’intero risultato finale. Anche la sottotrama che coinvolge il protagonista e la giovane prostituta adolescente da questi ospitata ha un sapore vagamente retorico e posticcio. In alcuni momenti, Detachment richiama il recente Shame di Steve McQueen - per lo meno nella caratterizzazione del protagonista - senza però vincere con quest’ultimo né sul piano estetico né su quello di mera scrittura.
La speranza è che almeno la filmografia del buon Adrien torni ad alzare la propria media dopo gli inspiegabili zoppichii di carriera collezionati di recente. Incluso quest’ultimo.