- Scritto da Gianluca Grisolia
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The Avengers - Recensione
Convince la prova supereroica corale di Whedon sul grande schermo. E già si attende il prelibato sequel
VENDICATORI UNITI! Ad invocare - metaforicamente parlando - il grido di battaglia del più potente gruppo supereroico della Casa delle Idee è nientemeno che Joss Whedon, amato sceneggiatore televisivo di Buffy e raffinato scrittore di fumetti (è sua una delle run più amate tra le recenti saghe mutanti, dipanatasi sulla collana Astonishing X-men dal 2004 in poi). Il prolifico autore e regista ha portato sul grande schermo i protagonisti dei film Marvel degli ultimi anni in un progetto ambizioso e di grande richiamo. Il cast riunisce così gli stessi attori che avevano dato corpo e volto ai rispettivi personaggi cartacei, ad esclusione di Bruce Banner (qui interpretato da un credibile Mark Ruffalo, preso a modello anche per le fattezze del nuovo Hulk).
Su The Avengers, le aspettative dei fan sono cresciute a dismisura col tempo. Il rischio di dar luce ad un pastrocchio corale senza capo né coda era reale, tanto più considerando le differenze con cui i singoli eroi erano stati caratterizzati nei film monografici a loro dedicati. Ed invece, nonostante tutto, il risultato si può dire più che soddisfacente. Whedon è riuscito a mantenere i suoi personaggi coerenti con l’immagine che ciascuno di essi aveva dato al cinema negli anni precedenti, e li ha fatti interagire in maniera graduale ed attenta. La scelta di utilizzare un supervillain carismatico ed interessante come Loki, già amato (e odiato) nel film di Thor, ha permesso di risparmiare un’ennesima storia sulle origini e di concentrare tutta l’energia sulla costruzione del supergruppo.
E così tornano in azione - stavolta tutti insieme - Occhio di Falco, la Vedova Nera, Hulk, Thor, Capitan America e Iron Man. Ed è proprio quest’ultimo, innegabilmente, a dominare la scena e a monopolizzare la spettacolarità dell’azione e la simpatia dei fan. L’ironia sagace del Tony Stark in armatura di Robert Downey Jr stravince sulla seriosità dei suoi colleghi in costume sdrammatizzando la retorica antiquata di dei, spie ed eroi di guerra con battute irriverenti e smargiassate egomaniache.
Una volta tanto anche la stereoscopia sembra fare la sua parte nella riuscita della pellicola, regalando un 3D profondo ed emozionante che riesce a non appesantire la visione nonostante i suoi 140 (scorrevolissimi) minuti.
Piccolo sussulto per il finale dopo i titoli: solo i fan del Marvel Universe riconosceranno il nuovo e minaccioso nemico cosmico che chiude il film, ma la sequenza in questione si presenta come una delle promesse di sequel più eccitanti dalla prima apparizione del Nick Fury di Samuel L. Jackson nel primo Iron Man.