War Horse - Recensione

Il film di Steven Spielberg s'ispira all’omonimo libro di Micheal Morpurgo, uno dei racconti per l’infanzia più letti dai bambini inglesi, e tratta temi e vicende a cui nessuno potrà rimanere indifferente.



La nuova avventura regalataci da Steven Spielberg, arrivato ad oltre i cinquant’anni di onorata carriera, è un film enorme, in tutti i sensi. Lo è dal punto di vista della durata (anche se queste due ore e mezza, confrontate, ad esempio, alla durata di Schindler’s List, sono una passeggiata), da quello dello sforzo produttivo, delle scenografie, del cast (quasi interamente british) riunito e, soprattutto, da quello del lato emotivo. War Horse, infatti, si ispira all’omonimo libro di Micheal Morpurgo, uno dei racconti per l’infanzia più letti dai bambini inglesi ( se si volesse fare un paragone con il nostro paese si dovrebbe scomodare Gianni Rodari e le sue fiabe) e tratta temi e vicende a cui nessuno, anche fuori dal Regno Unito, può rimanere indifferente. La storia, dunque, è ambientata durante la prima guerra mondiale e vede come protagonista Joey, un giovane e splendido cavallo che, incontrando diversi proprietari e subendo sulla propria pelle i drammi della guerra, attraversa tutto il fronte pur di tornare da Albert, suo migliore amico e primo proprietario. Come si può capire l’Eroismo e l’Amicizia sono i due temi portanti di questa storia e giustamente Steven Spielberg, con intelligenza e un po’ di furbizia, grazie alla sua cinepresa li amplifica, riuscendo cosi a conquistare lo spettatore.  



Il film, dunque, dopo una prima parte un po’ lenta, che mostra l’incontro tra il protagonista equino e il suo giovane padrone, si concentra interamente sulle vicende della prima guerra mondiale. Quando si era diffusa la notizia che il cineasta americano avrebbe portato sullo schermo questa storia, molti avevano ironizzato dicendo che l’unico motivo della decisione fosse il tentativo di bissare il successo di Salvare il soldato Ryan usando l’altro conflitto mondiale, magari spettacolarizzandolo oltre il dovuto.  Coloro che avevano questo pregiudizio,  e ci si mette anche chi scrive, non possono che smentirsi guardando il risultato. Spielberg, colui che è considerato il regista “made U.S.A. per eccellenza”, infatti riesce a trattare la Grande Guerra con un rispetto e una sensibilità sorprendenti. Se in altre sue opere, a cui era legato emotivamente in prima persona, ha deciso di calcare la mano, forse per rendere il suo coinvolgimento interiore, qui si limita ad usare il suo indiscusso mestiere per raccontare una vicenda interamente inglese. A differenza del nostro paese, dove da anni è in atto un’operazione di svilimento della Storia, il Regno Unito ancora adesso vive con orgoglio il ricordo delle sofferenze passate durante le sue guerre. Con in mente ciò e grazie all’aiuto della sceneggiatura firmata da Richard Curtis e Lee Hall, Spielberg evita le scene madri (come lo sbarco in Normandia) e decide, invece, di raccontarela Storia, attraverso questa favola. Con il suo incredibile protagonista animale e la sua lotta per l’amicizia, e con l’atmosfera mitica, quasi fantastica, che avvolge tutto (l’effetto  diventa palese nelle scene natalizie) la pellicola riesce comunque a rappresentare con giustiziala Prima Guerra Mondiale e raggiunge dei livelli emotivi “puri” a cui non si sarebbe potuto arrivare nemmeno con corpi straziati e cadaveri in bella mostra.



L’unico neo  è l’uso del cast. Nonostante abbia la possibilità di dirigere attori incredibili come Tom Hiddleston (il Loki di Thor), Benedicht Cumberbatch (il meraviglioso Sherlock Holmes televisivo), Niels Arestrup, Toby Kebbell e tantissimi altri, Spielberg è costretto, per forza di cose, a limitare ognuno in piccoli ruoli (alcuni dei veri cammei) che spesso non rendono giustizia al loro talento. A questo inconveniente, però, si può sempre rimediare lasciandosi incantare dal bellissimo cavallo Joey, unico indiscusso protagonista.

Adesso non resta che aspettare ancora un anno (sia benedetta la prolificità del maestro) per assistere ad un suo progetto tanto cullato, il biopic sul presidente Abraham Lincoln, con un cast incredibile tra cui spicca Daniel Day-Lewis, attore immenso, nel ruolo del protagonista. 

Ultima modifica ilDomenica, 26 Febbraio 2012 10:51
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