Con il passaggio al 3D Star Wars episodio I - La minaccia fantasma per molti addetti ai lavori sembra sia passato al lato oscuro, per usare una fraseologia cara ai lucassiani. La terza dimensione in effetti delude le aspettative di quanti si auguravano di vedere nel primo episodio della saga stellare un potenziamento della resa visiva e, soprattutto, un rafforzamento di quegli effetti speciali che hanno fatto la fortuna della Industrial Light & Magic, la divisione della factory fondata da George Lucas negli anni ’70, che ha accolto e formato autori come Fincher. La tecnologia, ponte tra quel passato e quel futuro di cui si parla proprio nell’incipit del film, però in questo caso non è stata utilizzata al servizio dell’immagine mitopoietica: ad eccezione di poche sequenze, come la scena mozzafiato della corsa degli sgusci, adrenalinica come un iperrapido videogame in soggettiva, l’operazione di ammodernamento digitale non modifica lo stile visivo né il processo d’identificazione spettatoriale.
Un aspetto però di cui tener conto oltre il mero aspetto artistico è che l’aver ridato al prequel del ’99 una nuova veste “grafica” potrebbe contribuire, tornando stavolta sugli schermi XL dei multisala, ad avvicinare al leggendario franchise un pubblico giovane, che probabilmente non avrebbe recuperato la visione tra le mura domestiche. L’additata fascinazione tridimensionale, che qui riesce appena ad aumentare la profondità e a delineare i contorni delle immagini, rappresenta quindi un contributo più superficiale che superfluo e non dovrebbe corrompere l’accoglienza del pubblico, che al contrario potrà finalmente riconciliarsi con l’intera esalogia ordinata nel senso narrativo.
Il messaggio universale ed escatologico di Star Wars si affida infatti al racconto delle origini del mito, alla genesi di una lotta tra bene e male le cui sorti sono assegnate al fatale incontro tra il piccolo e messianico Anakin Skywalker e il saggio cavaliere Jedi Qui-Gon Jinn (Liam Neeson), impegnato a difendere insieme al suo allievo padawan Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) i membri e la regina (una giovane Natalie Portman) della Repubblica Galattica dagli interessi e dalle cospirazioni dell’animosa Federazione dei Mercanti. Tra suggestive immersioni in paesaggi lunari, dimensioni desertiche e spirali futuristiche lo sguardo non fatica a seguire i lunghi snodi dell’episodio, ri-emozionandosi di fronte ai titoli di apertura tra i più popolari della storia del cinema di fantascienza, ri-facendo la conoscenza di uno Yoda cristallino, ri-allacciandosi a un umorismo pop, ingenuo ma ancora efficace, e ri-tuffandosi tra i neon verdi delle spade laser che conducono i galattici combattimenti marziali.




