Mercoledì, 04 Gennaio 2012 16:43

Immaturi-Il Viaggio - Recensione

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Se il primo atto ci aveva fatto ridere e stupito, il secondo capitolo di Immaturi non è da meno. Una pellicola che scorre rapida e leggera, a tratti anche più di quella che l'ha preceduta, con temi più complessi



Li avevamo lasciati, sulla soglia dei quaranta, reduci dall'esame di maturità, ripetuto, quando i turbamenti adolescenziali erano ormai solo un ricordo, a causa di un errore del Ministero. E come ogni maturità che si rispetti, raccontata e decantata sul grande schermo, anche loro hanno diritto al loro viaggio... Raoul Bova, Ricky Memphis e compagnia si ritrovano, così, in Immaturi – Il Viaggio, sequel di Immaturi di Paolo Genovese, dall'inaspettato e meritato successo dello scorso anno (quasi 16 milioni di euro di incasso, ottime recensioni e gradimento del pubblico).


Tutto come da copione, solo con venti anni di ritardo. Destinazione, manco a dirlo, la Grecia: l'isola di Paros che accoglie Raoul Bova, Ricky Memphis, Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Barbora Bobulova e Anita Caprioli, accompagnati da mogli, fidanzati, amanti e parenti che. Una cornice suggestiva e incantevole, anche se non originalissima (ma d'altronde, cosa ha mai avuto di originale il viaggio della maturità?) per disavventure e imprevisti, che dovrebbero portare i protagonisti verso la tanto attesa crescita.


Se il primo atto ci aveva fatto ridere e stupito, il secondo capitolo di Immaturi non è da meno. Una pellicola che scorre rapida e leggera, a tratti anche più di quella che l'ha preceduta, con temi più complessi: una volta trovato, o confessato, il proprio stato sentimentale, si inseriscono tentazioni e tradimenti, questioni di famiglia e problemi ben più gravi da affrontare della versione di greco.  Tematiche più profonde alleggerite dal meccanismo della risata mai forzata. Certo non manca qualche scivolone nella banalità e nel patetico. I personaggi, nonostante le scelte importanti affrontate nel primo capitolo, non sembrano poi tanto cresciuti, imbrigliati nel disagio di affrontare le proprie scelte e i propri limiti. Nessuno di loro, nel corso del viaggio, sembra trovare quella svolta degna di nota. Genovese, così, rischia, a tratti, di rimanere imprigionato in cartoline malinconiche e scene al ralenty. Esilarante, invece, la partecipazione di Maurizio Mattioli che, in questo sequel, è protagonista di una storia nella storia.


Più che originale e azzeccatissima, poi, la colonna sonora di Daniele Silvestri. La canzone "Il viaggio", così come accaduto nel primo film con Alex Britti, è cucita alla perfezione sulla storia. “Ho visto Luca seduto sulla sedia in mezzo alla piazzetta di Paros. Quella scena mi piaceva e mi ha costretto, piacevolmente, a scrivere in tempi brevissimi una canzone di cui sono molto fiero e che si è sposata perfettamente con l'essenza del film - racconta lo stesso Silvestri -  quella del bambino che vuole essere creduto a ogni costo e che per questo decide di diventare adulto”.



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