"Ho sempre detto che l'esperienza di un concerto la si vive, non la si racconta. La tecnologia in 3D, però, è la cosa che più si avvicina a farla rivivere". Parola di Luciano Ligabue e, se ne è convinto lui, che è il principale protagonista della sua ultima impresa cinematografica, con 120000 comparse, i fan non possono che sottoscrivere. Aggiungeteci un live spettacolare, una tecnica speciale e innovativa per le riprese in 3D e un audio di altissimo livello, (non a caso è stato mixato negli studi di George Lucas in California), e la proiezione è di quelle davvero coinvolgenti.
Dopo la regia (Radiofreccia, Da zero a Dieci) e l'esperienza di Niente Paura (2010), di Piergiorgio Gay, il Liga torna sul grande schermo con un film-concerto o docufilm, che dir si voglia: è il racconto del concertone del 16 luglio scorso a Campovolo di Reggio Emilia, ma non solo. C'è anche un Luciano inedito nella sua città, con i suoi amici storici, per raccontare la sua vita anche prima di diventare il Liga. D'altronde il dialogo con il cinema è sempre stato necessario e imprescindibile per Ligabue. In 108 minuti, tra Piccola stella senza cielo e Il meglio deve ancora venire, si incontrano gli amici storici del cantautore, si visitano i luoghi dove Luciano è cresciuto e ha mosso i primi passi da rocker. Un mix perfetto con Christian Biondani alla regia del concerto e Marco Salom a quella cinematografica senza dimenticare il backstage, e la registrazione in studio dell'inedito Ora e Allora.
“Il 3D impone un apparato produttivo e un approccio diversi: ci sono steadycam, dolly e lo spettatore diventa uno di noi musicisti. Per questo va fruito in sala - ha spiegato lo stesso Ligabue - In passato abbiamo organizzato i Liga-Day, proiettando via satellite in più sale i concerti: è un'esperienza che si avvicina all'idea del live e risponde alla mia idea di preservare l'emozione della musica". E in questo caso il connubio tra musica e celluloide si è rivelato davvero interessante e efficace. Un utilizzo del 3D consapevole e delicato, che investe la profondità di campo e valorizza i giochi di luce. Il resto ce lo mette l'artista, con l'aiuto delle sue band. Certo si tratta di un film a uso e consumo esclusivo dei fan. Se non conosci quella musica non puoi apprezzarlo, ma se la conosci poco puoi farti travolgere, balzare sulla poltroncina e applaudire. Perché Campovolo è stato e sarà sempre “il concerto”. "Esiste la serata perfetta? - ha scritto Sound & Lite - Probabilmente no, ma certamente Campovolo 2.0 c’è andato molto vicino".




