Sabato, 03 Dicembre 2011 14:45

A good old fashioned orgy - Recensione

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Irriverente ma non scandalosa commedia sexy, che inneggia con ironia alla libertà sessuale e sociale. Molto bravo Jason Sudeikis ed esilarante Tyler Labine



Una buona, vecchia orgia. Questa letteralmente l’espressione che rende, in italiano, il titolo scelto per la divertente ed ironica opera prima di Alex Gregory e Peter Huyck. I due amici sceneggiatori erano già impegnati nella scrittura televisiva da molti anni e possono vantare nel loro curriculum collaborazioni ai testi del prestigioso David Letterman Show nonché di serie di successo come Frasier e King of the Hill. Per il loro esordio nel lungometraggio hanno così deciso di riunire un cast d’eccezione (nel quale spiccano il simpatico Jason Sudeikis ed il panciuto Tyler Labine, novello emulo di Jack Black) e dedicarsi ad una commedia dai toni leggeri e irriverenti.


La storia è quella di un gruppo di amici sulla (e oltre) la trentina che decidono di dire addio alla bellissima villa in cui hanno tenuto dozzine di spettacolari party - e con essa anche ad una fase ultragoliardica della loro vita – organizzando una festa definitiva molto particolare: non un raduno affollato con centinaia di persone bensì una riunione tra pochi intimi, in cui dare vita tutti insieme ad una pazzesca e catartica orgia. Alla balzana idea, lanciata dal protagonista in un momento di lucida epifania, gli amici di una vita reagiscono dapprima con divertita incredulità, ma poi cominciano lentamente a riflettere sul valore simbolico dell’evento e a negoziare le rispettive ritrosie iniziali.


Nonostante la premessa imbarazzante della trama, A good old fashioned orgy è un film niente affatto dissacrante o scandaloso. A livello di esplicitezza, anzi, è anche meno volgare di altre recenti commedie sexy prodotte dalla macchina hollywoodiana negli ultimi anni. I bizzarri personaggi che lo popolano, con le loro idiosincrasie/fobie/nevrosi riescono a dare spessore ad un racconto che rischiava di essere solo un’attualizzazione becera del filone American Pie e non, invece, l’operazione gradevole e divertente.


E’ molto probabile che la pellicola piaccia soprattutto ai giovani e non trovi il consenso del pubblico oltre i quaranta, sia per motivi prettamente stilistici e generazionali che per lo spinoso tema affrontato. Ma quale che sia il giudizio sulla follia attuata dalla sgangherata comitiva del film, A good old fashioned orgy rappresenta in realtà solo una forma di sfacciato intrattenimento e, in parte (e provocatoriamente), un piccolo inno alla libertà sessuale e sociale.



doppioschermo

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