Dopo i cowboy contro gli alieni, ecco un’altra accoppiata fantascientifica astrusa ma senz’altro più divertente. Avrebbe potuto chiamarsi Aliens Vs the Baby Gang, l’esordio alla regia del britannico Joe Cornish, il quale ha invece optato per un titolo ancora più evocativo ed energico di un vecchio videogame: Attack the Block. Cornish, che ha un passato come sceneggiatore nella tv inglese, si è anche occupato di fumetti in casa Marvel e ha di recente scritto la storia dello spielberghiano Le avventure di TinTin – Il segreto dell’unicorno coadiuvato dall’ottimo Edgar Wright, regista culto de L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e Scott Pilgrim vs. the World.
Questa pellicola sboccata e dinamica racconta la storia di una singolare invasione aliena in cui dei pelosi ma ferocissimi extraterrestri neri come la pece e dalla dentatura fosforescente piombano a Londra attraverso una pioggia di meteoriti. A far fronte a questa minaccia letale alcuni teppisti di una gang giovanile del Block, un quartiere malfamato della capitale, con l’aiuto di una giovane infermiera che era stata appena derubata dal gruppo di ragazzacci. In questo scenario compare anche un carosello di figure divertenti e surreali: uno spacciatore obeso ed opportunista (Nick Frost, attore feticcio di Wright assieme al buon Simon Pegg), un gangster iracondo e minaccioso, due bambini temerari e diabolici, poliziotti ottusi e incompetenti.
Puro intrattenimento adrenalinico, Attack the block è una piccola sorpresa per chi si aspettava solo l’ennesimo gioco di citazioni dagli horror e i b-movie degli anni 80. La trama è senz’altro molto semplice e gli sviluppi prevedibili, ma il film procede spedito senza mai rallentare e punta tutto sui suoi antieroi estremi e sboccati, ben lontani dai protagonisti ironici e pasticcioni dei loro modelli cinematografici di riferimento.
Il sottotesto politico e sociale affiora costantemente nelle interazioni tra i personaggi. Lo si intravede soprattutto nei dialoghi tra i giovani ladri e la timorata infermiera, quando la rimproverano per aver insultato il loro quartiere o quando prendono in giro la scelta del suo ragazzo di fare volontariato con i bambini del Ghana (“Perché non è rimasto qui ad aiutare i bambini inglesi? Non era abbastanza esotico per lui?”). Simbolica anche, verso la fine, l’immagine in cui il capobanda protagonista evita una rovinosa caduta appendendosi ad una provvidenziale bandiera nazionale.
Nonostante la sua voluta ingenuità, Attack the block è un’operazione divertente e giovane, che rielabora una tematica della fantascienza classica in chiave irriverente e socio-satirica.




