Non è facile prendere una città universalmente amata come Barcellona – resa ancor più celebre e desiderabile dal maestro Woody Allen in una delle sue più sensuali pellicole europee – e renderla teatro di una storia tanto torbida e malata da far più paura di un horror. Eppure ci è riuscito perfettamente lo spagnolo Jaume Balaguerò, acclamato regista di [Rec] e [Rec]², che con il suo ultimo film supera perfino le sue precedenti prove mockumentaristiche.
Il titolo originale Mientras duermes – letteralmente ed intuibilmente traducibile con Mentre dormi - riecheggia nell’immaginario nostrano i toni romantici della canzone omonima del buon Max Gazzè, sebbene la storia d’amore scelta da Balaguerò sia tutt’altro che idilliaca. La scena iniziale mostra un quadretto quasi tenero di intimità domestica, ma ben presto lo spettatore viene messo a parte della vera natura del protagonista e realizza l’inganno celato nella furbesca e ingannevole sequenza di apertura. In realtà ciò che lega il portiere Cèsar (un inquietante Luis Tosar) alla bella e solare Clara (Marta Etura) è una ossessione pura e distruttiva, che poco ha che fare con un sentimento non corrisposto. Lo scopo dell’uomo, minuziosamente spiegato e sviscerato nei lunghi monologhi diretti alla madre inferma (incapace di parlare ma vistosamente disperata e afflitta da cotanta cattiveria impunita), è semplicemente quello di far sparire il sorriso dalla faccia della ragazza, la quale invece riesce a simulare una disarmante ed ottimistica tranquillità per quasi tutto il tempo.
La regia di questo thriller psico(pato)logico è asciutta ed essenziale, tanto da rendere la storia a tal punto verosimile da diventare disturbante. Le incursioni notturne del portiere nell’appartamento della donna, i suoi vigliacchi abusi durante l’incoscienza di lei, la maschera di gentilezza indossata dall’uomo durante il giorno con gli inquilini: nulla riesce davvero a smorzare l’allerta, nemmeno involontariamente. Anche l’uso moderato della musica di Lucas Vidal, che non invade e non sovrasta mai troppo l’azione, favorisce la costruzione drammatica attorno ai silenzi, ai respiri affannati ed alle interminabili pause dell’attesa.
Anche se non si può propriamente definire un horror, Mientras duermes è sicuramente il film più teso e angosciante dell’anno in chiusura. A dimostrazione che il cinema spagnolo non ha mai davvero perso, negli ultimi 15 anni, la sua capacità di dare i brividi al pubblico mondiale.




