La saga di Danny Ocean e la sua banda di ladri, che ha imposto i due sequel Ocean’s twelve e Ocean’s thirteen al primo ed acclamatissimo Ocean’s eleven, deve aver lasciato orfani più fan di ciò che ci si sarebbe potuto aspettare. Prova ne è il fatto che Bratt Ratner, regista (tra gli altri) dei due Rush Hour e di X-men: conflitto finale, ha deciso di riproporre nel suo ultimo film un concept molto simile a quello che ispira la trilogia soderberghiana: assemblare un cast di tutto rispetto per mettere su una sgangherata banda di ladri e mettere a segno un colpo impossibile ai danni di uno spregevole milionario.
A dire il vero, Tower Heist – Colpo ad alto livello non raggiunge gli standard stellari di Ocean’s eleven – Fate il vostro gioco, né per i divi coinvolti né per la scrittura registica. Tuttavia, è comunque in grado di regalare quasi due ore di buon intrattenimento, riunendo in una volta sola alcuni tra gli attori comici più amati delle ultime due generazioni attoriali: il decaduto ma non rassegnato Eddie Murphy (da anni intento a tornare sulla stessa fortunata onda che l’aveva supportato negli anni 80 ma senza mai troppa fortuna), il buon Matthew Broderick (anch’egli bravissimo artista dalle alterne fortune cinematografiche), la brava Tèa Leoni (già con Ratner in The family man) e la superstar Ben Stiller.
La prima parte della storia, che introduce i personaggi e affronta il dramma economico legato all’immensa frode operata a loro danno, è molto pacata ed interlocutoria, senza eccessi comici o ritmi particolarmente serrati. L’idea del colpo si affaccia soltanto dopo 40 minuti circa dall’inizio del film, e così anche il reclutamento dei novelli ed increduli Lupin. La seconda parte, ovviamente, si avvia sempre più veloce e sgangherata al tanto atteso furto, che assume contorni quasi grotteschi (con tutta la sequenza della Ferrari di Steve McQueen appesa lungo il palazzo e poi “parcheggiata” sull’ascensore). Lo stesso meccanismo del colpo è assai più semplice di quello ripreso anni fa da Soderbergh. Lo si potrebbe anzi definire quasi pretestuoso, volto per lo più alla salvifica e inaspettata scoperta finale che capovolgerà – come spesso accade – le sorti degli sfortunati protagonisti.
La conclusione forse è meno accomodante di ciò che si aspetterebbe, per quanto l’happy ending sia quasi sempre garantito in commedie di questo tipo. In definitiva, una commedia divertente e senza troppe pretese, che forse non inizierà una nuova trilogia ma dà finalmente al mitico Eddie Murphy un ruolo perfettamente calzante. Chissà che questo film non si riveli davvero il colpo della sua seconda vita cinematografica.




