Giovedì, 10 Novembre 2011 21:34

One Day - Recensione

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Chi ha amato Dieci inverni non può lasciarsi sfuggire la versione cinematografica del best seller di Dave Nicholls

Emma Morley (Anne Hathaway) è una ragazza di solidi principi, intenzionata a farsi strada nel mondo senza scendere a compromessi e con il sogno di diventare una grande scrittrice. Dexter Mayhew (Jim Sturgess) è un giovane ricco e affascinante, abituato a cambiare una ragazza a sera e senza alcuna ambizione nella vita se non la ricerca del divertimento. Una giornata trascorsa insieme, il 15 luglio del 1988 (data della loro laurea) legherà per sempre il destino dei due ragazzi che danno vita a un’amicizia destinata a durare tutta la vita. Nel corso degli anni successivi, seguiremo Emma e Dexter ogni 15 luglio.

Tratto dal bestseller omonimo di David Nicholls e diretto da Lone Scherfig, già regista dell’ottimo An education, One day non è una semplice commedia romantica: è la storia di un percorso di crescita dal retrogusto amaro e nostalgico, che risorge sulle ceneri di una forte amicizia, puntellata da risate e lacrime, da abbracci e rimproveri, da distanze fisiche e psicologiche. A un certo punto di questo percorso, i due protagonisti si renderanno conto che ciò che cercavano e speravano era sempre stato là, a portata di mano.

Ottima la performance di Anne Hathaway e Jim Sturgess, capaci di vestire alla perfezione i panni di Emma e Dexter e di trovare quella chimica che dà un valore aggiunto al racconto, rendendolo intenso e reale. La loro è una storia che si racconta per istantanee, grazie a piccoli flash sulla loro intimità: lo spettatore ha quasi la sensazione di sfogliare un album di fotografie, assaporando l’emozione che ogni immagine è capace di suscitare, raccontando un amore che cresce, cambia e si rafforza nel corso del tempo. Una pellicola che si avvale dello stile originale e delicato di Lone Scherfig e che abbandona i canoni classici della commedia romantica per seguire una strada già percorsa (con successo) da alcune pellicole ad alto tasso di sensibilità come il nostrano Dieci inverni. A completare il quadro, una colonna sonora nostalgica quanto basta, perfetta per calare il pubblico negli anni Novanta.

doppioschermo

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