Jennifer Garner è la protagonista del primo lungometraggio del giovane regista britannico Jim Field Smith, che la vede nel ruolo di un’ambiziosa donna del Midwest sposata al più famoso scultore di burro della contea.
Per non perdere il titolo di campione che da 15 anni il marito detiene partecipando al concorso nazionale di sculture di burro, Laura Pickler (Jennifer Garner appunto) decide di gareggiare lei al suo posto, per far rimanere in famiglia il prestigioso riconoscimento, ma trova nella piccola Destiny, orfana afroamericana, una terribile avversaria.
Piacevolmente sopra le righe, questa commedia ripropone il tema delle elezioni politiche americane in chiave decisamente più soft ma non meno veritiera: basata sulla corsa alle presidenziali del 2008, la competizione per diventare il campione di sculture di burro è sicuramente più divertente e proprio per questo i sotterfugi e i trucchi usati da Laura per vincere, risultano ancora più ridicoli, sebbene rispecchiano perfettamente quelli usati dai veri politici. Strategie, colpi bassi, aiuti esterni non mancano in qualsiasi lotta di potere: che si tratti della presidenza degli Stati Uniti o del campionato di sculture di burro, lo scopo è sempre quello di vincere, costi quel che costi.
Solo che qui trionfa davvero la persona migliore e più meritevole, che guarda caso è una ragazzina di colore con un senso della famiglia, del rispetto e un’anima pura da far invidia agli adulti: Destiny infatti, dopo tanto peregrinare di famiglia in famiglia, troverà alla fine quella per cui vale la pena disfare la sua valigia.
Jim Field Smith si cimenta in un lungometraggio per la prima volta, dopo vari film per la tv e serial, e lo fa radunando un cast di attori famosi come Jennifer Garner, Huck Jackman, Olivia Wilde, che diventano per lui dei personaggi feticcio della società americana: la donna di potere, il bellimbusto tonto, la prostituta furba, dai tratti volutamente portati ai toni più estremi. Esilarante è proprio Hugh “Wolverine” Jackman, che non si è mai visto in un ruolo così comico e la cui presenza vale tutto il film. Anche la Garner è istericamente perfetta nei panni della donna di provincia che sogna il successo, mentre la bella Olivia Wilde rende quasi positivo il personaggio della prostituta che tifa per la piccola Destiny.
In definitiva Butter è un piacevole intrattenimento per tutta la famiglia: come nella migliore tradizione americana, infatti, alla fine giustizia e buoni sentimenti vincono sempre.




