Primo lungometraggio del regista Michele Rho, Cavalli è stato presentato alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Controcampo Italiano ed è tratto dal racconto omonimo di Pietro Grossi. “Quando ho letto per la prima volta il racconto” ha dichiarato il regista “ho provato una piacevole sensazione di déjà vu, come se nella mia testa questa storia esistesse già, come se l’avessi vissuta in prima persona. Cavalli ha il sapore di quelle storie che ti raccontano da piccolo”.
E infatti è così che il regista, alla sua prima esperienza per il grande schermo, ha trattato questa bella storia di altri tempi, in maniera pulita, senza grandi artifici artistici, facendo emergere la bravura e la naturalezza dei due protagonisti, due fratelli, Alessandro (Vinicio Marchioni) e Pietro (Michele Alhaique), che rimasti orfani della madre, sono spinti dal padre a prendersi cura di due puledri non ancora domati.
Cavalli ci parla di una storia privata, dove il rapporto tra i fratelli, così diversi, ma così uniti, è il fulcro che tiene insieme tutti gli altri personaggi, che trovano un loro posto all’interno del cammino dei ragazzi verso la vita adulta, iniziato con la morte dell’amata madre (Asia Argento).
Terzo protagonista indiscusso del film è sicuramente il paesaggio: gli Appennini (il film è stato girato in Toscana), che, grazie a un montaggio quasi impercettibile, scorrono davanti ai nostri occhi con naturalezza, mostrando le ampie vallate, i boschi e i fiumi, che ci rimandano, anche se solo per un attimo, ai film di Sergio Leone, facendoci respirare quell’atmosfera western ormai perduta.
Un film misurato e particolare, povero di colpi di scena, ma mai noioso o meno interessante, che narra una storia universale, la storia di una crescita, che rimane dentro per poi essere raccontata di nuovo. Negli anni il legame tra i due fratelli rimane forte, anche se prendono strade opposte e hanno desideri diversi. Alessandro vuole andare lontano, superare il confine, mentre Pietro ha desideri semplici, allevare cavalli e stare con Veronica, la donna che ama (Giulia Michelini).
Un film sicuramente da vedere, che fa pensare e riflettere, perché, per citare ancora Michele Rho, “parla di un amore che chi c’è e per chi non esiste più”.




