Il quarantunenne James Gunn, formatosi alla nota casa di produzione trash della TROMA (Tromeo and Juliet, The Tromaville Café, Troma's Edge TV), sforna questa commedia supereroica dal semplice titolo Super. La storia (inutile tentare di negarlo o di girarci attorno) sembra una cialtronesca scopiazzatura del recente e ben più riuscito Kick Ass: uno sfigato assoluto decide, dopo essere stato piantata dalla moglie ed aver subito angherie per tutta la sua vita, di provare a diventare un supereroe. Al suo fianco ci sarà presto anche una tostissima partner ultranerd (Ellen Page), che ricorda nel suo ruolo la giovane Hit Girl ma ha tutt’altro – e ben inferiore - carisma.
Il regista racconta di aver cominciato a scrivere lo script di questo film nel 2003, quindi ben prima che lo stesso Mark Millar concepisse l’irriverente graphic novel trasposto poi da Matthew Vaughn nel 2010. Tuttavia, qualunque anzianità di concepimento sarebbe insufficiente a giustificare appieno Super. Per quanto ben ritmata e dotata di una robusta dose di violenza – elemento a quanto pare sempre utile a colmare evidenti debolezze di sceneggiatura -, la pellicola è pervasa da un fastidioso senso di déjà vu misto all’impressione che tutto sia volutamente forzato per suscitare l’effetto di tarantiniane catarsi visive.
C’è poi un fattore ideologicamente sospetto che si insinua durante la narrazione e sembra impiantarsi definitivamente nel finale. Il protagonista, il quale prende la sua coraggiosa decisione superomistica grazie ad un’epifania a sfondo religioso (complici le avventure esilaranti di un tale Santo Vendicatore trasmesse sul bigottissimo canale Tele Gesù Cristo), nonostante il suo uso smodato e quasi cartoonesco della rabbia vendicatrice adoperata in costume, sembra continuare ad abbracciare un universo di valori fortemente reazionario ed ultracattolico. Ciò riesce ad investire di un alone inquietante anche la conclusione della storia, che appare in tal senso così imbarazzante e fuori luogo da sembrare preso in prestito – con i dovuti adattamenti - da qualche episodio di Settimo Cielo.
Non un film inguardabile, in definitiva. Momenti esilaranti non mancano, e gli attori sono anche molto bravi (soprattutto il protagonista Rainn Wilson). Più che altro, un’operazione innecessaria e ritardataria, per di più dal retrogusto pedagogico vagamente nauseante.




