C'è tutto un mondo sotto il pavimento di una grande casa nella campagna di Tokyo. Piccoli-grandi oggetti nella minuscola abitazione dove la quattordicenne Arrietty vive con la madre e il padre. Sono una famiglia di “prendi in prestito”, piccoli gnomi che dalle case degli umani attingono piccoli oggetti che garantiscono loro la sopravvivenza. Con una zolletta di zucchero possono produrre litri di sciroppo, uno spillo diventa una vera e propria arma di difesa contro gli attacchi degli animali.
Adattamento di “The Borrowers”, romanzo dell’inglese Mary Norton (la stessa che nel 1973 ha ispirato la Disney per Pomi d'ottone e manici di scopa) Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento è stato fortemente voluto da Hayao Miyazaki e Isao Takahata, ma è rimasto per anni chiuso in un cassetto. Una serie tv e una versione live action (del 1997 il film I rubacchiotti di Peter Hewitt[) hanno preceduto l'arrivo sul grande schermo il poetico arrivo delle avventure della giovane protagonista, grazie a Studio Ghibli che ha deciso di riprendere in mano il progetto, sceneggiato dallo stesso Miyazaki con Keiko Niwa e affidato alla regia di Hiromasa Yonebayashi, famoso animatore dei lungometraggi del maestro, alla sua prima esperienza da regista.
La scelta dello Studio Ghibli, dunque, è arrivata in ritardo, ma non risparmia lo stile unico sempre originale a un film poetico che descrive con delicatezza e sensibilità il piccolo mondo, inferiore solo per dimensioni a quello umano, ma, “nel suo piccolo”, è proprio il caso di dire, estremamente fantasioso e meraviglioso.
Stessa poesia che si ritrova nel rapporto “proibito” che Arrietty instaura con Sho, ragazzino di 12 che soggiorna nell'enorme villa che sovrasta il piccolo mondo, in attesa di una delicata operazione al cuore. Dall'incontro di queste due fragilità nasce una breve ma intensa amicizia, ricca di dignità e sentimenti.
Un racconto e un incontro sussurrati più che narrati, fatto di sentimenti semplici e coinvolgenti. Suggestioni ricorrenti nelle opere dello Studio Ghibli e nell'opera di Miyazaki. Come Il mio vicino Totoro anche Arrietty immerge completamente, dal punto di vista visivo, ma non solo, lo spettatore in un mondo incantato che sembra restituire pace e armonia anche con la realtà. I colori e le splendide animazioni conquistano al primo sguardo, e lasciano scorrere con estremo piacere le avventure della piccola protagonista. Una tenera e piacevole fiaba accompagnata da magiche melodie che si ricollega direttamente alla tradizione dell'anime di Yonebayashi.
Ghibli e Miyazaki, dunque, ancora una volta non tradiscono, confermando che, nell'era del digitale, la tradizione può dare, ancora, molto.




