L'ultimo lavoro del regista argentino Juan José Campanella prende spunto dal romanzo “La pregunta de sus ojos” del connazionale Eduardo Sacheri, ed è stato candidato agli Oscar 2010 come miglior film straniero, dove però deve competere soprattutto con l'acclamatissimo “Il nastro bianco” di Michael Haneke. In questa pellicola dai toni noir, il ricordo ha un ruolo fondamentale: non solo i protagonisti vivono conservando particolari e vividi ricordi che, a volte, diventano gabbie dove rinchiudere se stessi e gli altri, ma è l'intero film ad assumere la forma del ricordo. Nell'Argentina di fine XX secolo, un assistente Pubblico Ministero ormai in pensione, Benjamin Esposito, decide di scrivere un libro sulla vicenda giudiziaria che, venticinque anni prima, sconvolse la sua vita e quella di alcune persone a lui vicine. Una donna fu trovata violentata e brutalmente uccisa nella propria casa; la giustizia corrotta dell'epoca non si interessò di chiudere il caso, lasciando un assassino a godere della libertà e, di contro, un marito ossessionato dall'idea di vendetta. Intento a ripercorrere a ritroso tutti gli eventi che sconvolsero quel periodo, Benjamin deve però fare i conti con alcuni ricordi ancora nitidi nella sua memoria, e con i sensi di colpa che essi spesso si trascinano dietro: la morte dell'amico e collega Sandoval con il quale seguiva le indagini, e l'amore mai dichiarato per Irene, nobile segretaria del Pubblico Ministero. In questo interessante mix di generi, che spazia dall'investigativo al sentimentale, nulla viene lasciato al caso: la sceneggiatura e i dialoghi intrecciano bene i due livelli e tempi della storia, il cast di attori lavora con un rispetto quasi sacro nella caratterizzazione dei personaggi, la regia segue i ritmi emotivi della narrazione, celandosi a tratti per poi riapparire improvvisamente con andatura serrata, senza mai perderne in sobrietà. Unica eccezione un lunghissimo piano sequenza di 5 minuti, in cui si uniscono tecnica digitale e tradizionale. “El secreto de sus ojos” è un film complesso e completo, che afffronta i temi dell'ingiustizia e dell'odio, delle parole non dette che lasciano un vuoto perpetuo nell'anima, e della passione totalizzante, per una donna, per il potere, per l'alcol, per uno sport. Ma è soprattutto un film su come l'amore profondo possa riuscire a fermare il tempo e la vita, rendendo tutto così ossessivamente bloccato a un particolare momento dell'esistenza. Se la risoluzione del caso giudiziario scaturisce da una fotografia è perchè essa è la materializzazione di un ricordo; e, in questa pellicola, i ricordi appartengono a chi ama e a chi odia, a chi riesce comunque a mantenere vivido nel propriro sguardo un momento, una sensazione, una luce, un colore, o semplicemente il sorriso o il ghigno di una persona attorno alla quale gira tutto il proprio passato, presente e futuro.
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