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Baciami ancora

Scheda

Baciami ancora

Titolo: Baciami Ancora
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Sabrina Impacciatore, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Valeria Bruni Tedeschi
Data di uscita: 2010-01-29
Paese: Italia
Diretto da: Gabriele Muccino
Anno di produzione: 2009
Distrubutore: Medusa
Sito ufficiale:
http://www.baciamiancora.it/

 






Trama in breve: Trama in breve: Che direzione avranno preso le vite di Carlo e di Giulia, indimenticabili protagonisti de "L'ultimo bacio"? Gabrile Muccino torna in Italia l'attesissimo sequel del film che lo ha rivelato al grande pubblico. Tornano quindi gli ex trentenni protagonisti della storia di tutte le storie d'amore alle prese con gli intrecci di amore e amicizia che il destino ha loro riservato.

Recensione

Baciami ancoraSe è vero che la vita comincia a quarant’anni (ma c’è chi dice a cinquanta o, anche, a sessanta…), quella vissuta in un decennio da Carlo (Stefano Accorsi) e dai suoi quattro amici di sempre è davvero un romanzo sentimentale dalle tinte forti. Una specie di Sturm und drang “de noantri”. Altro che generazione dei bamboccioni, qui c’è tanta voglia di mettere in gioco se stessi! Gabriele Muccino ha scritto e diretto il sequel de L’ultimo bacio con la consueta grazia e scioltezza narrativa, toccando sapientemente le corde più sensibili dello spettatore. È anche per questo che Baciami ancora è destinato a bissarne il successo al box-office.

La storia – dai ritmi serrati - si svolge a Roma, dieci anni dopo il primo episodio, e racconta lo sviluppo dell’amore fra Carlo e Giulia (Vittoria Puccini, che ha preso il posto dell’ottima Giovanna Mezzogiorno, protagonista del precedente film, senza farla rimpiangere troppo). Attorno alla coppia, in attesa di divorzio ma con un supplemento di passione che conduce i due a un ripensamento, si snodano le storie, anch’esse “imperfette”, di Paolo (un intenso Claudio Santamaria), Adriano (Giorgio Pasotti), Alberto (Marco Cocci) e Marco (Pierfrancesco Favino, la cui interpretazione rasenta la macchietta del borghese piccolo piccolo). Avevamo lasciato i primi tre in fuga dalle rispettive responsabilità di uomini e il quarto, il “fascistello della compagnia”, felicemente sposato con Veronica (Daniela Piazza). Adesso ritroviamo tutti i personaggi maschili più maturi e inclini alla costruzione della propria esistenza che votati a un idealismo comodo e inconcludente. Tentano di ripartire dalle proprie radici e si rimettono in carreggiata, facendo tesoro dei loro errori e fragilità. L’unico che non riesce ad affrontare la sua realtà affettiva e personale è Paolo il quale, incapace di volersi bene e di farsi amare da Livia (un’intelligentissima Sabrina Impacciatore), decide ancora di fuggire, e stavolta senza possibilità di ritorno. Ma è come se la sua tragica morte rigenerasse le pur sconquassate vite degli amici facendone recuperare il senso. “La vita non ci da sempre le cose come noi le vogliamo, ma l’importante è che ce le dia”, proclama la voce di Carlo fuori campo, in una delle sue pillole di spicciola filosofia. È il trionfo dei “valori” e dei “buoni sentimenti” in un’Italia in crisi di identità: la famiglia, l’amore, l’amicizia, i nostri sogni di felicità che qualcuno, forse, vorrebbe cancellare…

La canzone che accompagna i titoli di coda è di Lorenzo Jovanotti: quasi un walzer sul giro di Do dal testo liberatorio: “Un pianeta in un sasso, l’infinito in un passo (…). Voglio stare con te, inseguire con te tutte le onde del nostro Destino”. Anche la poesia ci aiuta a salvarci dall’abisso.

E non entrate in sala senza fazzoletti.



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