
Federico Moccia e i suoi adolescenti sono tornati. Questa volta però hanno 14 anni e vanno ancora alle scuole medie. Carolina, detta Caro, in un lungo flashback ci racconta gli accadimenti dell’ultimo anno, durante il quale, insieme alle sue amiche del cuore, Alis e Clod, scopre i primi piaceri del sesso, va alle feste della ragazza più popolare della scuola, fa shopping, ma soprattutto incontra e si innamora di Massi. Tuttavia, dopo l’idillio di quell’unico giorno, non lo rivede per mesi a causa di un cellulare rubato. Ovviamente la vita va avanti e Caro esce con altri ragazzi e si diverte. Finalmente una sera in discoteca, sulle note della loro canzone, ritrova Massi. Inizia così una storia da favola, che sembra destinata a non finire più, se non che …
Amore 14, ultima fatica di Moccia, nelle sale dal 30 Ottobre, tratto dall’omonimo romanzo, ha ritmi da videoclip, caratterizzato da un montaggio veloce, primi piani e sfocature, inserti di animazione che ci fanno vedere il diario di Caro e che riassumono la classifica dei suoi ragazzi. Tutto scorre veloce su internet e sul telefonino come nella vita, nulla sembra toccare sul serio questa generazione che si sta per affacciare all’adolescenza.
Moccia ha dichiarato che per i protagonisti ha voluto volti nuovi, volti nei quali i ragazzi si potessero identificare. Per la parte di Carolina, per esempio, cercava una ragazza semplice non troppo particolare e Veronica Olivier rientra pienamente in questi canoni, tuttavia quante quattordicenni si potranno ritrovare nella bella Caro alta, bionda e magrissima? E quanti ragazzi si identificheranno con il bel tenebroso Massi, interpretato da Giuseppe Maggio? Che tra l’altro sembra il fratello minore di Scamarcio, ma non si cercavano volti nuovi? Senza dimenticare il fatto che, essendo attori alle prime armi, hanno una recitazione immatura e spesso cantilenante. Il regista dice che ha cercato sempre la naturalezza degli attori, ma con questo tipo di recitazione la naturalezza si perde quasi del tutto.
Moccia è tornato per la gioia delle ragazzine che piangono e si commuovono per le sue storie d’amore. Il film è un insieme di luoghi comuni sia nei personaggi che nei dialoghi. Moccia afferma che i suoi ragazzi non sono stereotipi, ma parti della vita reale. Ma per fortuna molti ragazzini hanno degli interessi un po’ più alti di feste e sesso. Soffrono sul serio per amore o per il tradimento di un amico e non dimenticano tutto grazie ad un nuovo telefonino ultimo modello o a un nuovo paio di scarpe. Tutto il film è sviluppato in maniera superficiale e frivola, non arriva a mostrare la profondità d’animo dei ragazzi, né tantomeno in quella degli adulti, che sembrano totalmente ciechi davanti ai guai combinati dai figli, anzi restano sullo sfondo, quasi a fare da tappezzeria.
Amore 14 è un film di ragazzini per ragazzini che amano i libri di Moccia e si riconoscono nei suoi personaggi scanzonati e senza troppi pensieri.