
“Il 22 luglio 2001, una domenica se non ricordo male (e sono certo di no), in un orario compreso tra le 19 e le 21, si è verificato un cataclisma monumentale, un evento che ha mandato il mondo in pezzi, in un ristorante di New York chiamato Serendipity: sono stato scaricato… brutalmente. Uscivamo da appena un paio di mesi ma, come spesso accade in questi frangenti, ero in preda ad emozioni fortissime: impotenza, totale inadeguatezza, fine del mondo imminente, questo genere di cose. In quei giorni sono rimasto molto a casa, ascoltando gli Smiths quasi incessantemente, guardando vecchi film francesi e lamentandomi di non avere vissuto in un’epoca dove il mio amore sarebbe stato apprezzato. In parole povere, mi sentivo un imbecille.”
In queste parole di Scott Neustdadter, autore della sceneggiatura insieme a Michael Weber, si ritrova tutta l’essenza di (500) Giorni insieme. Si tratta di un film davvero delizioso che ha riscosso un gran successo al Sundance 2009, al Festival di Locarno e che sarà presentato in anteprima nazionale il 26 novembre al Sottodiciotto Filmfestival di Torino, per poi uscire il giorno dopo in tutte le sale.
Racconta la turbolenta storia d’amore tra Tom e Sole; lui (Joseph Gordon-Levitt, il bambino prodigio di In mezzo scorre il fiume e Beethoven) è un inguaribile romantico, con le farfalle nello stomaco e la voglia di perseverare e combattere per dare un senso all’amore: è buffo, a volte anche ridicolo, ma nel corso della storia impara molto su se stesso e sull’amore.
Lei (Zooey Deschanel, già vista ne La guida galattica per autostoppisti e nel recente Yes Man), come dice il regista Marc Webb, più che una ragazza è un evento: una giovane carina dal cuore ribelle, disincantata, capace di prendere la vita con semplicità, senza voglia di impegnarsi. Prima o poi capita a tutti di imbattersi in una così: una che si idealizza in un attimo.
Ed è proprio quello che succede a Tom quando Sole arriva nel suo ufficio: i due iniziano una storia, lui perde la testa per lei, ma lei rimane con i piedi per terra, non ha voglia di definire a parole il loro rapporto e se lo vive al presente, senza mai pensare al futuro.
Il film è totalmente incentrato sul punto di vista di Tom, tra continui split-screen, salti avanti e indietro nel tempo, balletti e numeri da karaoke quasi da musical: “Non pretende di essere un punto di vista obiettivo. Tutta la storia è soggettiva, si basa sull’esperienza interiore di Tom e mette in luce la sua esperienza amorosa. L’amore non è né razionale, né logico, né lineare: questo è un dato di fatto che il film riflette pienamente”, ha commentato Gordon-Levitt, che aveva lavorato con la Deschanel già in Ragazzi Difficili (Manic). La sintonia tra i due attori è evidente ed è stata riconosciuta anche dall’attrice stessa.
Il suo personaggio, osserva, “è interessante perché viene visto interamente dalla prospettiva di Tom come donna ideale, mentre in realtà è solo una ragazza in gamba e interessante, ma con i suoi problemi.”
Sole sembra scritta su Zooey, sulla sua stravagante eleganza, sui suoi occhi magnetici, gli unici a meritare il colore blu che, in tutti i 96 minuti del film, è abbinato solamente a lei.
La regia di Marc Webb, alla sua opera prima, regala (grazie anche alla fotografia di Eric Steelberg, che aveva già lavorato nel fortunato Juno) una Los Angeles fuori dal comune - come un po’ tutto il film - colorata da toni decisamente anni Sessanta, così come è retrò anche il look dei protagonisti. La provenienza dal mondo dei videoclip influenza il modo di lavorare di Webb, tanto che la musica gioca un ruolo fondamentale durante tutto il film. Ma in fondo, è così che funziona: quando comincia e quando finisce un amore si ritrova la propria storia in ogni canzone, sembra che i musicisti ci conoscano e abbiano preso spunto da noi per scrivere i loro pezzi.
Il film di Marc Webb racconta anche questo aspetto delle storie d’amore, questi piccoli pensieri che costituiscono la normalità di ogni storia. I sorrisi, i giochi, i puntigli infantili, le paranoie e le fissazioni, le recriminazioni, la capacità di guardare lucidamente al passato e di riflettere sulle cause delle conseguenze.
Attenzione, non è banale, né scontato, né già visto; è tutto molto semplice: (500) Giorni Insieme è un film squisitamente semplice.