Elena Romanello

Elena Romanello

Molti i titoli da vedere in questo fine settimana. E non solo novità!

Molto Festival di Roma ma non solo nelle uscite di questo fine settimana.

Il cinema di fine ottobre presenta proposte per tutti i gusti, tra cinema autoriale e film di cassetta.

Sono tanti i titoli del penultimo week-end di ottobre, tra cui alcune attese e qualche inevitabile riempitivo.

Amori, donne insolite ed altro nel menù dei film del primo week-end di ottobre, mentre l'estate forse cede per la prima volta dopo mesi.
Ancora inedito in Italia dove uscirà a fine aprile dopo essere stato rimandato dal 5 febbraio, Bright Star, ultima fatica di Jane Campion, si presenta agli Oscar con una nomination per i migliori costumi. Nonimation del resto meritata e comprensibile, perché il lavoro di Janet Patterson nel ricostruire gli abiti maschli e femminili del 1816 è molto accurato, minuzioso nei particolari di costumi che si mettevano a metà strada tra lo stile Impero e quello poi successivo dell'Ottocento. Ma sarebbe riduttivo considerare questo film solo come un'ennesima dimostrazione di quanto sono bravi gli anglosassoni a realizzare i cosiddetti period movies, vero oggetto di culto sia al cinema che in televisione in Gran Bretagna, e meno noti da noi dove comunque hanno estimatori anche molto attivi sul Web. Jane Campion ricostruisce gli ultimi anni di vita di John Keats, uno dei massimi esponenti del Romanticismo, morto prematuramente di tisi nel 1821, attraverso gli occhi di Fanny Brawne, sua vicina di casa e ultimo amore, nonché ispiratrice delle sue ultime composizioni. L'amore e la passione, carnale e intellettuale, sono due temi cari all'autrice: certo, non ci troviamo di fronte più ai tormenti musicali e ambientali di Lezioni di piano, ma la sua mano si riconosce, nella scena con le farfalle, simbolo di creazione e di libertà, e nelle passeggiate nei prati blu di lavanda, tra i momenti più lirici di un film molto parlato, specchio fedele di un mondo ormai lontano, con i suoi riti, i suoi drammi, le sue abitudini. Così come è tipica di Jane Campion l'attenzione, centrale, ai personaggi femminili: Keats e Brown sono in secondo piano rispetto a Fanny, musa dell'artista, ragazza comune ma nello stesso tempo straordinaria, non passionale come la Ada di Lezioni di piano o carismatica come la Isabel di Ritratto di signora ma capace di ispirare ad un artista le sue liriche migliori, di rendere l'amore e la vita arte. Importante anche il microcosmo al femminile intorno a Fanny, la madre, la governante, la sorellina minore. District 9 Abbie Cornish, interprete di Fanny, volto interessante senza essere bellissima, ragazza normale ma capace di diventare eroina romantica, è uno dei punti di forza del film, insieme alla ricostruzione d'epoca, alla fotografia, alla scenografia ispirata a molti quadri e stampe dell'epoca, in una campagna che riecheggia Jane Austen ma anche altri fremiti e fermenti. Un film romantico sulla forza dell'amore e della creatività, sull'impossibilità e sull'ineluttabilità dei sentimenti, forse a tratti un po' ingessato ma ben fatto, che piacerà agli appassionati del genere o a chi comunque vuole seguire la carriera di un'artista che ha colpito con le sue prime opere come Jane Campion. Un Oscar ai costumi potrebbe essere meritato e chi ama evadere in tempo considerato più romantico, qui restituito in fondo in maniera fedele ma senza fronzoli, troverà di che appassionarsi alla storia di questa poco conosciuta musa di un poeta.
Tre candidature per Oscar tecnici, scenografia, costumi e trucco, per questo filmone in costume del francese Jean Marc Vallée, che ricostruisce l'avvento al trono, nel 1837, di Vittoria, oscura principessa diventata regina per problemi dinastici, dando vita ad uno dei regni più lunghi e più amati dai suoi sudditi. Il film si concentra sulla giovinezza della regina, lasciando poi alle didascalie il raccontare come andò avanti la sua storia, fiaba senz'altro in parte all'inizio, non così fiabesca poi. Il film, stranamente inedito in Italia, dove uscirà a marzo direttamente in dvd, presenta il mondo ottocentesco con minuzia di particolari: le nomination agli Oscar sono meritate per la cura tipica del resto dei cosiddetti period movies inglesi, soprattutto i costumi e le scenografie interne ed esterne, tra ambienti ricostruiti e veri palazzi. Il film è stato tra l'altro prodotto da Martin Scorsese e da Sarah Ferguson, ex moglie del principe Andrea d'Inghilterra, dedita da tempo ad attività umanitarie e culturali. La trama, a tratti romanzata (Vittoria non fu mai vittima di un attentato che per poco uccideva l'amato marito Alberto, espediente narrativo aggiunto in maniera fittizia per drammatizzare il tutto), non aggiunge molto al ruolo storico della regina, ma rappresenta un destino in fondo insolito con magnificenza ma nello stesso tempo con senso del quotidiano, senza tralasciare l'aspetto sentimentale e intimo della vita di questa ragazza diventata regina, in un momento non facile, e per la famiglia reale e per il Paese. Buono comunque il cast: Emily Blunt, ex isterica giornalista di moda in Il diavolo veste Prada, è una Vittoria dosata e non melensa, il giovane Rupert Friend si cala bene nel ruolo di Alberto del Belgio (di cui restano fuori gli aspetti più reazionari, fu lui ad influenzare nella realtà storica la consorte sui temi di morale), Paul Bettany è un perfetto lord Melbourne, suo consigliere nei primi anni, e sono da segnalare i veterani Miranda Richardson (la madre di Vittoria) e Jim Broadbent (re Guglielmo, lo zio di Vittoria), e il caratterista Mark Strong (sir Conroy). Più curato, meno kitsch e più interessante del precedente, vecchio film sulla regina Vittoria anni Cinquanta con Romy Schneider, che si chiamava La giovane regina Vittoria, The young Victoria dimostra la capacità del cinema inglese di saper restituire il passato in film garbati, sontuosi e mai troppo elitari, popolari come tematiche, capaci di restituire personaggi storici e romanzeschi in maniera efficace, senza noia e con gran gusto dello spettacolo. Il lavoro di John Henry Gordon e Jenny Shircore al trucco, di Patrice Vermette e Maggie Gray alla scenografia, e di Sandy Powell ai costumi è indubbiamente la parte più apprezzabile artisticamente e visivamente di un film comunque piacevole per chi ama i film in costume magari con un pizzico di realismo storico.
{tab=scheda} An Education
Titolo: An Education
Genere: Drammatico
Cast: Peter Sarsgaard, Carey Mulligan, Alfred Molina, Dominic Cooper, Rosamund Pike
Data di uscita: 2010-01-15
Paese: Regno Unito
Diretto da: Lone Scherfig
Durata del film: 95 min.
Anno di produzione: 2009
Distrubutore: Sony Pictures Italia
Sito ufficiale: http://www.aneducationmovie.co.uk

Trama in breve: Londra degli anni '60. Quando nella vita di Jenny, diciasettenne determinata al successo negli studi, arriva David, un playboy che ha il doppio dei suoi anni, le sue prospettive cambiano radicalmente.

{tab=recensione}

An Education

Con tre candidature all'Oscar, An education è uno dei film indipendenti e intimisti, lontani dai kolossal, di questa edizione degli Academy Award, e anche se non è certo che le tre candidature (film, sceneggiatura non originale e attrice protagonista per Carey Millingan) si concretizzeranno, sono molti i punti di interessi di questa storia di formazione, sentimentale ma non solo.

Basato sulle memorie della giornalista inglese Lynn Barber, sceneggiato dallo scrittore inglese Nick Hornby, diretto dalla regista Lone Scherfig, il film catapulta il pubblico nei sobborghi londinesi del 1961, prima dei Beatles e della Swinging London, dove Jenny studia con discreto profitto in una scuola per signorine sognando Oxford, ma subisce ancora i condizionamenti di un'epoca che considerava più importante per una donna un marito ricco piuttosto che una laurea.

L'incontro con un affascinante trentenne, che trascina Jenny a mostre d'arte e concerti, che la asseconda nella sua passione per la cultura francese, la porta, con la complicità dei genitori tradizionalisti che snobbano i coetanei della figlia ma sognano il bel partito, a trascurare i suoi sogni di studio: Jenny si trova sedotta dal mondo stimolante di David e dei suoi amici Danny e Helen, in antitesi con il grigiore che percepisce, almeno all'apparenza, di fronte alle ragazze che studiano all'Università, o hanno studiato, come la preside della sua scuola o la professoressa di lettere. Purtroppo questo non permette a Jenny di vedere subito gli imbrogli e i difetti di David, fino a scoprire un segreto scioccante. Jenny dovrà riprendere in mano la sua vita e capire la sua scala di priorità, per se stessa e il suo futuro.

An education è un racconto morale ma non moralista, con un'ottima ricostruzione d'epoca, nessuna melensaggine, un pizzico di femminismo e un'educazione sentimentale e alla vita non facile di fronte al dover crescere davvero e non perché si portano i tacchi e si fa sesso. Ottimo il cast dove oltre alla debuttante Carey Millingan, spiccano Alfred Molina nel ruolo del padre tradizionalista ma pronto a vendere la figlia al riccone, Emma Thompson arcigna preside di cui Jenny capisce in ritardo il valore e Olivia Williams professoressa di lettere che aiuterà la protagonista a riprendere in mano la sua vita, dimostrandosi lontanissima, con la sua colorata casa, dagli stereotipi di grigiore che Jenny temeva e per i quali stava per buttare via la sua vita.

Più storia di una presa di coscienza femminile e leggermente femminista che vicenda di un'innocenza perduta, An education risulta essere estremamente attuale in una società dove, ancora oggi e malgrado tutto, all'istruzione e alla cultura per le donne non viene dato un peso altrettanto importante rispetto all'aspetto fisico e al successo sentimentale: Jenny con la sua storia morale, di un perdere e ritrovare se stesse dimostra la differenza tra sogni effimeri, lusinghieri ma destinati a deludere, e una vera e piena realizzazione di sé, con tempi e modi giusti.

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Ultimo giorno di settembre, inizio ormai ufficiale da alcuni giorni dell'autunno anche se non come clima, e nuovi film, tra strizzate al cinema d'autore e strizzate al botteghino

Settembre, tra avvisaglie d'autunno e giornate ancora estive, si avvia agli ultimi giorni, con una nuova serie di film in uscita per il suo ultimo week-end, con ritorni ed attese

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