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La Sorgente dell'Amore

Leila, giovane sposa magrebina, propone alle donne del suo villaggio di fare lo sciopero dell'amore: niente più sesso finché gli uomini non porteranno l'acqua al villaggio. E alla fine le donne la spunteranno.
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La sorgente dell'amore - Recensione

Il nuovo film del regista di Train de vie sembra una favola da Le mille e una notte che affronta le problematiche decisamente attuali della condizione femminile nei paesi di origine islamica. Colori e campiture ricordano Rotchko o il primo Kandinsky.

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Il concerto

All'epoca di Brežnev, Andreï Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Ma viene licenziato all'apice della gloria quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha. Trent'anni dopo lavora ancora al Bolchoi, ma...come uomo delle pulizie. Una sera Andreï si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l'ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi... All'improvviso, Andreï ha un'idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti, che come lui vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bolshoi. E' l'occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa...
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Linea d'ombra, a Salerno si incontrano le culture contemporanee

Linea_dombraAl via il 13 aprile la 15/a edizione di Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani. L’identità nelle culture contemporanee,sarà esplorata attraverso il linguaggio del cinema, ma anche della musica e delle arti visive. Sei giorni di proiezioni, incontri e performance nel centro storico di Salerno, tra il Complesso Monumentale di Santa Sofia, la Chiesa dell’Addolorata e il teatro Augusteo. Sei i film finalisti del festival, diretto da Peppe D’Antonio e Agostino Riitano.  Nella sezione “Passaggi d’Europa” saranno presentati in anteprima in Italia: Bollywood Hero di Diederik van Rooijen (Olanda), C'est Déjà L'été di Martijn Maria Smits (Belgio), Friendship! di Markus Goller (Germania), Nothing Personal di Urszula Antoniak (Irlanda), The Disappearance Of Alice Creed di J Blakeson (Gran Bretagna) e Zero di Paweł Borowski (Polonia). In concorso per “CortoEuropa”, 20 cortometraggi di finzionerealizzati da autori europei. Le opere sono giudicate da una giuria formata da 300 giovani, selezionati in collaborazione con le maggiori scuole di cinema italiane, belghe e irlandesi, e da universitari salernitani. Una retrospettiva dedicata al cinema rumeno dove sarà proiettato anche, tra gli altri, Il concerto di Radu Mihaileanu, presentato fuori concorso all'ultimo Festival di Roma. Nell'ambito dell'incontro tra cinema e arti visive, si terrà “La Notte dei Mutanti” (16 aprile), una maratona riservata a 120 spettatori disposti a sfidarsi trascorrendo un’intera notte all’insegna di film che hanno come tema la mutazione: Face Off di John Woo, District 9 di Neill Blomkamp, Il bacio della pantera di Jacques Tourneur, Frankenstein Junior di Mel Brooks, Memento di Christopher Nolan, Tetsuo: the Iron Man di Shinya Tsukamoto, Inseparabili di David Cronenberg. Lo spettatore più attento, alla fine delle 12 ore di visioni, sarà premiato. Non mancherà il film più discusso e visto di questa stagione, Avatar di James Cameron, proiettato nell'ambito del "Progetto scuola", per gli studenti degli istituti salernitati, assieme a Dorian Gray di Oliver Parker e Milk di Gus Van Sant.
Per maggiori info e il programma completo: www.festivalculturegiovani.it
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Pre-Visioni: I film in sala dal 5 febbraio

Febbraio inizia con tre sole novità  cinematografiche. Nelle sale a partire da questo fine settimana la commedia di Radu Mihaileanu Il concerto, l'horror dell'esordiente Oren Peli Paranormal Activity e il film di formazione An Education.

Al suo ritorno dietro la macchina da presa, Radu Mihaileanu, regista de Train de vie, passa dal gruppo di ebrei “autodeportatisi” in Russia a una compagnia di musicisti ebrei e gitani, costretti ad abbandonare l'orchestra per svolgere i lavori più svariati. Stanco di questa situazione, il maestro Andreï Filipov ricompone la sua orchestra con cui tornerà a suonare a Parigi. Per l'occasione sceglierà una violinista di successo interpretata da Mélanie Laurent, indimenticabile Shoshanna di Bastardi senza gloria.

Horror semi-amatoriale e low budget per l'esordiente Oren Peli, regista di Paranormal Activity, che ha girato l'intera pellicola in casa sua, giocando proprio sulla rappresentazione semplice di una realtà molto vicina a quella dello spettatore, aumentandone il coinvolgimento. Attori sconosciuti in un'atmosfera domestica e inquietante per un film da appena 15.000 dollari, tutto incentrato su presunti contatti con entità paranormali.

1961: in un sobborgo di Londra la 16enne Jenny trascorre le sue giornate sui libri e ha come unica ambizione l'ammissione a Oxford. Nulla sembra distoglierla da questo obiettivo, fino a quando incontra David, brillante trentenne che, guadagnatasi la fiducia del padre, le farà cambiare radicalmente prospettiva. An Education è un film di formazione, tratto dal memoriale della giornalista inglese Lynn Barber e girato da Lone Scherfig, regista danese con un occhio attento al contesto socioculturale dell'Inghilterra dei primi anni sessanta.

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Le concert - Recensione

Il Maestro Andrei Filipov - trent'anni fa ex direttore dell'orchestra del Bolschoi ma poi defenestrato dal regime di Breznev e ora ridotto a semplice addetto alle pulizie nel medesimo teatro - coglie l'attimo: si ritrova per caso tra le mani un fax del prestigioso Teatro Chatelet, che invita l'orchestra del Bolschoi ad esibirsi a Parigi, decide di non avvertire i suoi superiori e riunisce la sua vecchia orchestra ormai in disarmo per tentare una portentosa rentrée.
A undici anni di distanza dal suo film più noto, lo scoppiettante Train de vie che gli fruttò nel 1998 la notorietà internazionale, il rumeno Radu Mihaileanu confeziona il suo capolavoro: un'opera baciata dalla grazia per due ore ininterrotte, specialmente se una commedia (laddove il ritmo è tutto e anche una piccola caduta è più grave che in un altro genere), è merce rarissima e capita due-tre volte a decennio. Accostarla ai grandi classici di Wilder e soprattutto Lubitsch (data la trama) non è soltanto lecito ma anche obbligatorio, visto anche lo spessore sempre più evidente col passare dei minuti, che nobilita il film non soltanto nei contenuti ma anche nella forma.
Lo spessore, si diceva: se Le concert è nella sua prima parte solo una commedia etnica dal ritmo balcanico e dall'umorismo yiddish, pian piano cresce e diventa qualcosa di più, una storia universale che racconta la Storia, adattandosi perfettamente ad ogni potenziale regime dittatoriale passato, presente e futuro; proprio come in Vogliamo vivere di Lubitsch, l'arte e la finzione ono i grimaldelli per l'evasione e l'oblio delle sofferenze; come in Train de vie, i personaggi di Mihaileanu sono impostori "per forza", animati dal fuoco sacro che alimenta i sogni e ogni tipo di imprese, meglio se impossibili. E' spontaneo simpatizzare con loro (primo segreto di ogni commedia, l'empatia con i protagonisti) e tutto il resto vien da sé, comprese le brillanti caratterizzazioni dei personaggi secondari (su tutti il direttore francese dello Chatelet) e l'impeccabile tenuta narrativa di ogni frammento: non ci sono scene inutili o malriuscite, un prodigio per un film dall'andamento così folle e frenetico. La scena finale del concerto di Cajkovski merita un discorso a parte, perchè è un vero miracolo: montata su tre diversi piani narrativi (il presente, il flashback al
Bolschoi, il flashback siberiano), raggiunge il suo climax nel montaggio mozzafiato sull'assolo di violino di Mélanie Laurent portando quasi naturalmente alle lacrime con la sola forza delle immagini; raramente si è vista un'opera comica con un epilogo di tale potenza scenica (vengono in mente alcuni finali di Chaplin, capite da voi che si tratta di robe grosse). Un pezzo di cinema memorabile oltre che di straordinaria difficoltà, vista anche la necessità di ridurre a 12 minuti i 22 di durata originale del concerto di Cajkovski. Il miglior film visto al Festival di Roma 2009, ma non solo; il miglior film del 2009, e la miglior commedia dal 2000 ad oggi. Mélanie Laurent, già apprezzata in Bastardi senza gloria di Tarantino, manderebbe in frantumi parecchi cuori.
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