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Finesettimana in sala con film di ogni genere: dal dramedy di Payne con Clooney alla guerra di Spielberg, dallo sci-fi con Timberlake alla commedia con un doppio Sandler. Intanto alla Berlinale impazzano Gina Carano e Fassbender. 

Pubblicato in Pre-Visioni
Dieci nomination a testa per Inglorious Bastards e Nine ai Critics' Choice Awards in programma, a Los Angeles, il 15 gennaio 2009. Le due pellicole si contenderanno il premio per il miglior film assieme a Invictus, Precious, Avatar, An Education, The Hurt Locker, A serious man, il cartone animato Up e Up In the air. Per quest'ultimo George Clooney è stato nominato nella categoria per il miglior attore al fianco di Jeff Bridges, Colin Firth, Morgan Freemans, Viggo Mortensen e Jeremy Renner.
Pubblicato in Eventi
Sabato, 17 Ottobre 2009 17:44

Clooney, un film per L'Aquila

George Clooney dalla parte dei terremotati d'Abruzzo. “L'Americano”, il film di Anton Corbijn che la star hollywoodiana sta girando a L'Aquila, è anche un modo per non dimenticare. Lo ha spiegato lo stesso attore americano al Festival di Roma. “Lo so come funzionano queste cose - ha detto Clooney - All'inizio c'è preoccupazione e tutti si danno da fare. Poi i finanziamenti calano e anche l'attenzione verso i problemi”.
In attesa di sfilare sul red carpet romano, Clooney ha anche confessato: “Anche io sono stato licenziato, prima di diventare attore. Vendevo polizze porta a porta, scarpe da donna e sono stato mandato via molte volte. Per fortuna, non avevo una famiglia da sostenere”. In Up in the Air, presentato a Roma, Clooney interpreta proprio il ruolo di un tagliatore di teste.
Pubblicato in Roma 2009

Tre volte provano a chiedere e tre volte glissa. E’ l’ormai consueto siparietto tra i giornalisti e George Clooney. La prende alla larga l'inviato della Cbs: "lei ha due amici, Brad Pitt e Matt Demon...", e lui "Non capisco la domanda, ma vi diverte farla". Poi arriva l'attacco frontale: “Non rispondo alle domande stupide”. “Faccio sempre meno interviste televisive – ha spiegato – perché ho notato che non mi fanno domande sul film che presento, ma devono rispondere a domande stupide”. Poi George aggiusta il tiro: “So che siete obbligate a farle, perché ve le chiedono le riviste per cui lavorate, sono figlio di un giornalista e so come funziona, ma io non ci voglio entrare in tutto questo”.

Pubblicato in Roma 2009

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