Sono appena quattro i film in sala questa settimana, l'offerta, decisamente limitata, strizza l'occhio all'uscita dell'ultimo film di Almodòvar, che spicca tra le quattro pellicole in programmazione.
La vita di Mateo Blanco, acclamato regista, narrata dall'altro se stesso, Henry Caine, attraente sceneggiatore e scrittore, rimasto cieco, quattordici anni prima, a seguito di un incidente che gli ha per sempre cambiato l'esistenza. Si tratta di Gli abbracci spezzati, l'ultimo film di Pedro Almodòvar, che torna al cinema con la sua musa prediletta, Penelope Cruz e una storia drammatica e appassionata tutta rivolta al passato, piena di ricordi, sentimenti e notevoli citazioni cinematografiche.
E a proposito di omaggi cinematografici, questo fine settimana esce nelle sale anche Un alibi perfetto, remake del celebre film di Fritz Lang, firmato questa volta dal regista, sceneggiatore e direttore della fotografia Peter Hyams. Il giovane e ambizioso giornalista, C.J. pur di fare lo scoop della sua vita e smascherare la corruzione del procuratore Mark Hunter (Micheal Douglas), decide di farsi accusare di omicidio e seguire così il processo da vicino. Ma non andrà tutto come previsto.
Il 2012 era l'anno, secondo il calendario Maja, in cui sarebbe avvenuta la fine del mondo, così il regista di Stargate e Indipendence Day, Ronald Emmerich, porta sul grande schermo un nuovo film catastrofico, ricco di effetti speciali.
Alla luce dei risultati di alcune sue ricerche, un giovane scienziato studia un piano di evacuazione per mettere in salvo la popolazione. Pur continuando a mantenere il segreto sulla futura minaccia globale, i disastri naturali si fanno sempre più frequenti.
Unico film italiano in programmazione questa settimana, Good Morning Aman è la storia di Aman (Said Sabrie), adolescente di origine somala fuggito da Mogadiscio e del suo incontro con Teodoro (Valerio Mastandrea) ex pugile romano, depresso e sfiduciato. Per la regia di Claudio Noce, regista di videoclip e al suo primo lungometraggio, una storia sulla ricerca di se stessi e della propria identità con, sullo sfondo, una Roma più autentica, fuori dai soliti schemi.




