Robin Hood di Ridley Scott ha anticipato di due giorni i film del week-end di questa settimana, che presentano comunque alternative al kolossal: Russel Crowe e Cate Blanchet presentano due nuovi volti degli eroi dell'epopea di Sherwood, attorniati da uno stuolo di vecchie glorie, come Max von Sydow, e di più giovani caratteristi, come Mark Strong e Oscar Isaac. Niente 3D, ma scene di massa, battaglie, costumi, avventure, sentimenti.
Biopic su un personaggio vero e non avvolto dal velo della leggenda con Manolete di Menno Meyves con Adrien Brody e Penelope Cruz, melodramma su uno dei più famosi toreri di tutti i tempi, anche girato e reso come i melodrammi d'antan, in un momento in cui la corrida viene criticata ormai anche nella madre patria spagnola.
Jennifer Lopez, diretta da Alan Poul racconta una donna di oggi tra desiderio di trovare l'anima gemella e desiderio di avere un figlio (due cose che in molti Paesi ormai viaggiano su due binari separati) con Piacere, sono un po' incinta, dove Zoe, incinta con l'inseminazione artificiale perché ormai disperava di poterlo essere naturalmente, incontra l'anima gemella. Si ride e forse si riflette anche un po'.
Con Adam di Max Mayer ci si trova di fronte invece ad una commedia pacata, su autismo e rapporti interpersonali, sull'amore ma non solo, con l'incontro di due anime sensibili, un ingegnere informatico affetto dalla sindrome di Asperger e una giovane autrice di libri per bambini, con diverse citazioni e rimandi a quel capolavoro che è Il piccolo principe di Saint-Exupery.
Shadow di Federico Zampaglione è un horror in stile anni Settanta, con viaggio iniziatico in una foresta che sembra quelle impenetrabili degli States e invece è al confine tra Austria e Slovenia e successivi brutti incontri e orrori, che senz'altro sarà interessante per i tanti che sono scontenti del fatto che il nostro cinema sembra aver lasciato il cinema di genere.
Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio, di Isotta Toso, vuole raccontare invece gli orrori e non di una convivenza reale multietnica in un condominio nel centro di Roma, a due passi dalla stazione di Termini, ispirato al romanzo di Amara Lakhous, giornalista algerino in Italia dal 1995.
Rapporti tra bambini e adulti e la strada per diventare genitori sono gli argomenti di Non è ancora domani (La pivellina) di Tizza Covi e Rainer Frimmel, con attori non professionisti impegnati nella storia di una bambina di due anni abbandonata trovata da due artisti circensi, in una Roma insolita e trasognata. Un film di nicchia, che si richiama in qualche modo alla lezione del nostro neorealismo.




