Due kolossal in 3D ma anche tre film d'autore per le terze uscite di maggio, un mese che per ora non sembra anticipare la scarsezza della bella stagione, ma che continua a proporre diversi titoli ogni settimana, un po' per tutti i gusti o almeno che possono accontentare sia chi cerca puro intrattenimento sia chi vuole tematiche più pregnanti.Prince of Persia - Le sabbie del tempo, ispirato ad un noto videogioco ma riecheggiante avventure esotiche lontane di matrice letteraria, per la regia dell'eclettico Mike Newell (nel suo curriculum Quattro matrimoni e un funerale, Mona Lisa Smile, Ballando con uno sconosciuto e Harry Potter e il calice di fuoco), mette insieme Le mille e una notte e il 3D, aiutato dagli insoliti in veste d'azione Jake Gyllenhaal e Ben Kingsley.
Sempre 3D ma in salsa horror per The Final Destination 3D, sorta di remake del primo film, ormai del lontano o quasi 2000, sui piani sconvolti della Morte e sul suo tentativo di prendersi la rivincita, con la regia di David R. Ellis, per un ritorno alle origini di una delle più fortunate saghe di paura del decennio.
L'unico film italiano presente in concorso a Cannes, La nostra vita di Daniele Luchetti, arriva quasi in contemporanea nelle sale italiane, presentando il dramma di Claudio, il bravo Elio Germano, operaio di oggi tutto sommato felice e realizzato che si trova a dover elaborare il lutto della morte prematura della moglie, buttandosi in acquisti folli e sopra le sue possibilità. Un tema eterno, come la perdita di una persona cara, si intreccia al tema attualissimo dello spendere denaro oltre i propri limiti come strumento per una felicità effimera.
La Sicilia tra anni Settanta ed Ottanta, con un dramma familiare che sarebbe potuto piacere a Vitaliano Brancati fa da sfondo a La bella società di Gian Paolo Cugno, tra drammi, tradimenti e morti, con i volti di Raoul Bova, di Maria Grazia Cucinotta, di Enrico Lo Verso e del veterano Giancarlo Giannini, tra Sicilia e lotte sindacali, amori e anni di piombo.
Sempre da Cannes arriva invece Copia conforme di Abbas Kiarostami, con una Juliette Binoche in stato di grazia, gioco di equivoci a Firenze tra una finta coppia sposata formata da un saggista e una commerciante artistica: Kiarostami, ex esponente della new wave cinematografica iraniana negli anni Sessanta, esponente di un cinema d'impegno sociale, qui sceglie tematiche intimiste ma attuali sui sentimenti, i rapporti tra le persone, il rapporto con l'arte e la cultura.




