Tanti titoli per l'ultimo week-end di maggio, tante cartucce sparate in attesa della calma dei mesi estivi.
Tempo supplementare per quella che è stata la serie cult al femminile per antonomasia tra anni Novanta e Duemila con il secondo film di Sex and the City, diretto da Michael Patrick King, che ci presenta le quattro ex single rampanti di Manhattan alle prese con menopausa, maternità e vita di coppia. Forse non era male chiudere con il primo film, davvero conclusivo della vicenda della serie, si rischia l'effetto Amici miei, ma le aficionados non perderanno l'appuntamento.
Ultimo capitolo cinematografico per la saga Millenium, con La regina dei castelli di carta di Daniel Alfredson: l'avventura finale (per cause di forza maggiore, la morte dello scrittore Stieg Larsson) di Lisabeth Salander e Mikael Blomkvist, tra servizi segreti deviati e segreti dal passato, nel cuore oscuro di un Paese come la Svezia da sempre indicata come emblema di civiltà e progresso sociale.
Il 3D stavolta è al servizio di un documentario sul gruppo irlandese degli U2, in U23D, incentrato in particolare sull'attività a favore dei diritti umani oltre che sulla musica e sui concerti. Interessante per i fan, ma anche per chi vuole cercare forme di espressione basate sulle nuove tecnologie, per evitare che queste ultime diventino fino a se stesse.
Fantascienza on the road e intimista in The Road, appunto, di John Hillcoat dal romanzo di Cornac Mac Carthy, con un padre e un figlio in cerca di un nuovo modo per cominciare, dopo che una catastrofe ecologica ha distrutto i colori e tanta vita sulla Terra. Si rivedono con piacere l'ex eroe de Il signore degli anelli Viggo Mortensen e la bionda Charlize Theron.
Una canzone per te presenta canzoni e schermaglie tra adolescenti, potrebbe essere come tematica un film d'oltreoceano, visto che c'è anche il tema, visto in film e telefilm a stelle e strisce della giornata che si ripete e invece è italiano, diretto da Herbert Simone Paragnani.
Sempre da casa nostra ma con altre premesse ed esiti il documentario Le quattro volte, di Michelangelo Frammartino, spaccato del volto antico ed eterno della Calabria, per una riflessione sui rapporti tra esseri umani e natura, parte di un tutto visto con una religiosità laica e naturale.
Terzo film italiano è Sono viva di Dino e Filippo Gentili, noir su un giovane che diventa investigatore per caso sulla morte di una donna, che ha il volto bello e suggestivo diGiovanna Mezzogiorno.
Ultima proposta italiana Il compleanno di Marco Filiberti, con un Alessandro Gassman quarantenne che si trova travolto dalla passione per il giovane figlio di una sua coppia di amici. La tematica omosessuale non è nuova, qui forse viene presentata in maniera realistica ma però più tragica che in Mine vaganti per esempio.
Germania e Gran Bretagna presentano la coproduzione The Last Station, di Michael Hoffman, ricostruzione forse fittizia di un episodio della vita di un Tolstoj ormai anziano e riflessione sulla sua opera e sul suo rapporto con l'amore. Il cast fa sfilare i veterani Christopher Plummer e Helen Mirren e il giovane già affermato James Mc Avoy.
Dalla Spagna arriva un melodramma che vorrebbe essere almodovoriano, Chaotic Anna, di Julio Medem, viaggio iniziatico ed un po' esoterico di una giovane artista che cerca una sua strada esaminando le sue vite precedenti. Confuso anche se con spunti interessanti, tra matriarcato e New Age.
Ancora dalla Spagna un film di toni diversi, 14 kilómetros di Gerardo Olivares, storia di un'odissea di oggi di una ragazza del Mali e di due ragazzi del Niger, nel deserto e verso una possibile vita migliore, come sta succedendo per tanti, lontano dalle sale cinematografiche.




