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Lost in Lost: diario della puntata 'Lighthouse' (6x05)

ATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Jacob appare ad Hurley e lo convince a trascinare Jack presso un misterioso faro mai scoperto prima dai Losties; qui è sistemata una specie di goniometro in cui, ad ognuno dei 360 gradi, è associato un cognome (le associazioni sono le stesse già viste nella caverna di Jacob: 23 Shephard, 42 Kwon, 8 Reyes, ecc.). Intanto Jin, catturato da Claire novella Rousseau, le mente dicendole che suo figlio Aaron è stato rapito sull'isola e non portato via da Kate (com'è in realtà successo). Nella realtà alternativa, Jack ha un rapporto complicato con suo figlio David, appena adolescente: si vedono solo una volta alla settimana e il padre ignora molte cose del ragazzo, come ad esempio che frequenti il conservatorio e abbia un bel talento da pianista.
Quinta puntata della sesta stagione di Lost: dopo la portentosa "The Substitute", era d'obbligo una pausa per riprendere fiato. Salta nuovamente fuori un vecchio vizio duro a morire, e alla lunga seriamente destinato a diventare antipatico: vengono inseriti indiscriminatamente altri luoghi e personaggi inediti, un misterioso Faro di cui mai si era fatta menzione fino ad ora assume improvvisamente un'importanza capitale, un gioco di specchi carrolliano (continuano del resto i riferimenti ad "Alice nel paese delle meraviglie": David ne sta leggendo una versione deluxe, un riferimento parallelo alla quinta puntata della prima serie, dal titolo "White Rabbit" e incentrata sempre sul personaggio di Jack) sembra essere divenuto la chiave di volta per spiegare l'onniscienza di Jacob riguardo ai "candidati". Sulle prime ci sono fondate ragioni di essere delusi, se non altro per l'apparente astrusità dell'intero meccanismo.
Sempre riguardo alla scena del faro, desta curiosità il riferimento di Jacob a orientare la ruota a 108 gradi. Il nome corrispondente è quello di un tale Wallace, del quale non sappiamo nulla; un ennesimo nuovo personaggio o forse un tentativo di depistaggio da parte di Jacob, al fine di "far accorgere" Jack del fatto che il suo cognome sia associato al numero 23, e di conseguenza farlo smattare - reazione prevedibile - ?
Di riffa o di raffa, si diradano un altro pochino (ma non troppo) le nebbie che avvolgono le origini, le identità e i destini dei due Characters con la C maiuscola. Gli autori sembrano gradualmente fuggire i manicheismi da Bene/Male, per tratteggiarli in modo più complesso e multidimensionale, come due entità complementari e indivisibili, destinate a procedere a braccetto per l'eternità (a meno che... ma questo ancora non lo sappiamo). I metodi di reclutamento di Jacob sono inspiegabili ed è lui stesso che evita di fornire ogni chiarimento ai suoi adepti, convinto che i candidati debbano convincersi da sé ad accettare il gravoso onere della successione; Blackman-Locke, per indurre gli altri a diventare suoi adepti, si appella invece al libero arbitrio e offre loro un più allettante futuro da uomini liberi "di tornare a casa". Non necessariamente - a parte le suggestioni cromatiche - uno è la Luce e l'altro il Buio; non necessariamente Lost divide il suo cast in Buoni e Cattivi, dando alla gran parte dei suoi personaggi l'autorevolezza di una pedina da backgammon. Questa quasi-certezza è la parte migliore di un episodio per forza di cose interlocutorio, in cui i nuovi elementi narrativi sono infilati un po' forzatamente, senza troppa grazia, come se gli autori non vedessero l'ora di dedicarsi al copione dei ben più importanti episodi successivi.
Frattanto, la malvagia Claire (niente male, il rendere perfidamente perfido uno dei personaggi più candidi e "innocenti" della serie) dispensa accettate come Jack Torrance e dimostra in buona sostanza di aver completamente smarrito il lume della ragione. Insieme al suo "amico" Blackman-Locke tenterà con ogni probabilità di ghermire anche Jin; il finale dell'episodio non promette nulla di buono anche per il futuro di Sayid, del quale a questo punto ci si aspetta un progressivo peggioramento della propria "infezione", a meno di eventuali interventi di fattori esterni.
L'alternative reality (o i flash sideways, o l'universo parallelo, chiamatelo come volete), incentrato su Jack, dispensa parecchi motivi di curiosità, il principale dei quali è: chi è la madre di David? Non sarebbe molto lostiana la soluzione più elementare, e cioé Sarah; sui forum circola con insistenza il clamoroso nome di Juliet, però già promessa a Sawyer in quello che si preannuncerebbe come uno dei flash sideways più struggenti in assoluto. Intanto compare anche un Dogen in inappuntabile completo scuro, il che ci dice ben poco, visto che siamo ancora ignari delle origini e della storia del Dogen "isolano". Si conferma inoltre una certa sensazione di sconcerto e perplessità che prende Jack in questa dimensione temporale: scopre la cicatrice all'altezza dell'appendice, non si ricorda l'operazione (che era avvenuta sull'isola e condotta da Juliet) e mantiene sostanzialmente fissa per tutto il tempo la sua tipica espressione da cagnone meditabondo.
Chicca finale: la frase che Dogen sibila in giapponese a Hurley, dopo che questi - su consiglio di Jacob - gli ha intimato di chiudere il becco, è "Sei fortunato ad essere protetto, perchè se non lo eri ti avrei tagliato la testa".
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