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Lost in Lost: diario della puntata 'The Substitute' (6x04)

ATTENZIONE: se seguite Lost ma per qualche motivo non siete ancora riusciti a guardare le puntate in questione NON continuate a leggere: questo articolo contiene spoiler sulla puntata appena trasmessa dalla ABC!

Il fumo nero riprende le sembianze di Locke e raggiunge Sawyer nel suo eremo; lo prende con sé e lo porta in una caverna, situata alle pendici di una ripida scogliera, dove - quale sorpresa! - il nostro caro truffatore scopre l'esistenza di alcuni graffiti (probabilmente opera di Jacob) che recano i cognomi di tutti i Losties, con accanto a loro un numero. Gli unici a non essere stati ancora cancellati sono quelli di Locke (4), Reyes (8), Ford (15), Jarrah (16), Shephard (23) e Kwon (42, ma non si sa se sia Sun o Jin).
Nella realtà parallela, Locke torna a casa dalla sua compagna Helen (con cui è prossimo al matrimonio), abbattuto perchè, a causa del suo handicap, gli è stato impedito di effettuare il walkabout per cui si era assentato per una settimana dal lavoro, con la scusa di partecipare a un convegno a Sydney. Proprio questa scusa gli costa il posto di lavoro; riesce comunque a trovare un posto da insegnante di educazione fisica in un liceo. Nel suo peregrinare, Locke s'imbatte anche in Hurley (ricco proprietario di varie aziende, tra cui un'agenzia di lavoro interinale), Rose (dirigente dell'agenzia interinale) e Ben (docente di storia europea nella scuola in cui va a insegnare Locke).

La quarta puntata della sesta stagione di Lost può già essere catalogata come una delle più eleganti di sempre: non regala colpi di scena memorabili nè offre rese dei conti risolutive, ma per quello che anticipa (e per come lo anticipa) è di valore assoluto. Se mancano sempre meno puntate alla fine, è naturale l'impazienza degli spettatori che hanno fin qui visto scorrere il count-down senza apparenti passi avanti nella spiegazione dei moltissimi misteri dell'Isola. Perciò, l'introduzione della caverna coi graffiti di Jacob è una trovata da antologia per tanti motivi: si tratta anzitutto di una svolta narrativa per nulla gratuita e anzi, a ben vedere, ampiamente annunciata non solo nelle puntate precedenti, ma anche nelle stagioni passate: l'associazione di un numero ad ogni personaggio è una suggestione di grande fascino e consente inoltre di seminare altri nuovi dubbi, molto stimolanti (perchè Hurley è il numero 8 e Locke il 4, e non ad esempio viceversa? Cosa ha spinto Jacob a compilare questa lista, e quali sono le ragioni che l'hanno portato a scegliere proprio loro? Questioni ovvie, spontanee, decisive). Ma, quel che è più importante, Lindelof e Cuse (o chi per loro) hanno finalmente riempito il barbecue: stanno arrivando le risposte, sembrano ottime (i flash di montaggio di Jacob che incontra i sei losties nel passato fanno supporre che tutto sia stato già pensato con ampio anticipo), sono di certo il preludio ad altre risposte, ancor più succulente. Una settimana alla volta, purtroppo.

Che sia una puntata di velluto lo sottolineano anche alcune notevolissime scelte registiche (la vorticosa soggettiva del fumo nero che attraversa la giungla prima di materializzarsi in John Locke è pane per pochi denti a livello di serie tv) e indiscutibili finezze, come quella di pronunciare per la prima volta la parola che dà titolo all'episodio ("substitute") non nel contesto in cui ce lo si aspetta (Sawyer che dovrebbe prendere il posto di Jacob) ma nell'apparente incongruità della realtà parallela, in una capriola formidabile in cui Ben è un irriconoscibile docente di storia europea. Ricicciano fuori anche i classici miraggi dell'Isola (qui un bimbo biondo con le mani forse stigmatizzate: un Aaron ormai bambino o un Jacob rinato dalle ceneri stile Araba Fenice o superuomo dell'Odissea kubrickiana? Propendiamo per la prima ipotesi), mai troppo amati da chi preferirebbe mantenere il più possibile il romanzone lostiano sui binari del raziocinio e della verosimiglianza (vabbè, è da mò che ci siamo allontanati...).

Chissà se è solo una coincidenza che in una delle puntate più stimolanti degli ultimi tempi manchino del tutto Kate e Jack. Privato dei suoi "rivali" (o co-protagonisti), Locke è mattatore con un one-man-show che lo vede addirittura in tre condizioni contemporaneamente, da morto, da vivo (e felicemente accoppiato) e da posseduto. Strappato ai piagnistei da film di Ozpetek delle puntate passate, Sawyer riprende colore e salacità e ingaggia col falso Locke una battaglia che dà energia a tutto l'episodio: una delle migliori performances di Josh Holloway in tutto il telefilm. Anche l'alternative reality, che scadeva nello zuccheroso nella puntata su Kate, riserva momenti all'altezza: si scopre ad esempio che Locke non è sulla sedia a rotelle per colpa del padre, poichè questi è addirittura tra gli invitati all'imminente matrimonio. Quando "Lost" procede con quest'armonia di movimenti e salti da una dimensione temporale all'altra, si comprende davvero la portata della rivoluzione che sta provocando nella storia della televisione.

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