Decisamente sotto tono, quest’ultima stagione del Dr House. L’assenza della Cuddy, personaggio amatissimo dai fan fin dal primo episodio, sembra aver dato una stangata definitiva alla salute della serie. Le manie del burbero diagnosta ormai sono sempre più puerili, le due nuove dottoresse introdotte sono scialbe e odiose (insopportabile soprattutto la dottoressa cinese) e lo spazio dedicato ai “veterani” è sempre minore. Tutto questo, però, poteva ancora tradursi in una maggiore cura per i casi, un tempo realmente avvincenti. Invece si è continuato ad attingere alla pura fantascienza medica, con effetti sempre meno credibili o interessanti. L’unico meccanismo nuovo, nella dinamica della stagione 8, è il rapporto tra House e Foreman. Ma è ben poca cosa rispetto alle sottotrame intessute gli anni scorsi.
Tuttavia, nella pacata monotonia di tale modesto ciclo finale (che sembra volersi avviare alla conclusione senza alcuno sprint), è giunta finalmente la puntata fuori dagli schemi. Una di quelle che, almeno una volta a stagione, non manca mai in House M.D. e che riesce a colpire i suoi spettatori per l’effetto straniante della sua struttura. Di solito questo tipo di episodi viene utilizzato per creare suspance circa un evento particolarmente importante, traumatico o di rottura, e gioca sapientemente con flashback e illusioni per confondere le acque ed aumentare la tensione (a tal proposito, basti ricordare l’episodio in cui si spiega “il caso House”, o quello che anticipa la morte di Amber).
In Nobody’s fault, trasmesso quasi a metà stagione (8x11), il team di House è chiamato a testimoniare circa un misterioso incidente occorso in ospedale, del quale si cerca di individuare il responsabile. Attraverso i ricordi dei vari membri (e di House stesso) si arriva così a capire cosa è successo e a chi, creando in effetti un discreto effetto sorpresa per il pubblico. Non si tratta di un lutto – questo lo si può rivelare senza temere troppo l’effetto spoiler – ma, se anche di ciò si fosse trattato, bisogna ammettere che non sarebbe stato un colpo così duro, considerando che siamo a poco più di una decina di puntate dalla fine definitiva del telefilm. Ad ogni modo, in attesa di una conclusione spettacolare (o di qualche altra sorpresa inaspettata nel mentre), Nobody’s fault si candida ad essere la migliore puntata della stagione finale. Un risultato quantomeno sconfortante, data la modestia del suo (tuttavia apprezzabile) risultato rispetto ai guizzi di regia e sceneggiatura raggiunti fino a poco tempo fa dallo show.




