Che la televisione inglese sia anni luce da quella italiana è un fatto ormai assodato da tempo. Senza scomodare miti televisivi come il Doctor Who (la serie più lunga della storia della tv) o capolavori come la trilogia del Red Riding (produzione che può essere paragonato,tranquillamente, a quelle hollywoodiane) basterebbe gustarsi il film tv United, ricostruzione del disastro aereo che ha quasi spazzato via il grande Manchester United degli anni cinquanta, presentato oggi al RFF.
Costato 2 milioni di sterline e realizzato in un poco più di un mese, il film si rivela un lavoro di altissima qualità degno di ricevere, anche nel nostro paese, una distribuzione importante. Il merito è soprattutto del rigore e della passione che lo sceneggiatore Chris Chibnall (Law & Order: Uk, Camelot) e il regista James Strong (Doctor Who, Torchwood) hanno messo nella realizzazione di questo prodotto. “Tutto è partito” racconta Chibnall “dalla volontà di raccontare una storia che incredibilmente era rimasta ancora inedita. Nonostante questa vicenda sia riccamente documentata (noi abbiamo letto montagne di libri, visionato tantissimo girato e intervistato diversi sopravvissuti) nessuno l’aveva ancora portata sullo schermo. Noi abbiamo deciso dunque di volerla metterla in scena, cosi da renderla universale e viva per i prossimi cinquanta anni”.
Una delle operazioni più difficili è senza dubbio stata la scelta dell’attore che dovesse interpretare il vice allenatore Jimmy Murphy, l’uomo che più di altri ha lottato affinché lo United non scomparisse dopo la disgrazia. “David Tennant è un grandissimo attore, oltre ad essere un nostro amico, per cui è ovvio che abbiamo subito pensato a lui. Purtroppo avevamo molti dubbi se proporgli o meno lo script visto che oltre ad essere una star impegnata in tantissimi film (in quel momento stava girando una pellicola negli Stati Uniti) non si può certo definire un appassionato di calcio. Eppure più pensavamo ad un’alternativa più ci tornava il suo nome in testa. Perciò, sperandoci poco, abbiamo deciso di mandargli la sceneggiatura sul set dove stava lavorando. E’ stata una grande sorpresa per tutti quando ci ha telefonato pregando di essere scelto per ill ruolo”.
L’incontro è continuato alternando momenti divertenti (si è scoperto che nessuno dei realizzatori è tifoso del Manchester United) a quelli più commoventi come il racconto della proiezione speciale organizzata a Manchester per i sopravvissuti e le famiglie delle vittime (“il riconoscimento più bello che abbiamo avuto è stato quando la famiglia di Jimmy Murphy si è definita orgogliosa di quello che aveva visto sullo schermo). E’ comprensibile anche il perché uno dei protagonisti della storia, Sir Bobby Charlton (nel film giovane promessa, ora mito vivente del calcio), pur in tono amichevole e gentile abbia fortemente richiesto di non essere coinvolto nella realizzazione. Infine prima di salutare gli ospiti inglesi il regista James Strong ci lascia una riflessione sul rapporto tra il calcio e il cinema. “Si sono realizzate molte pellicole brutte che parlano di calcio, forse perché per il pubblico, cosi abituato a vedere le partite, è impossibile accettare degli attori che recitano il ruolo di calciatori. Vedere una partita recitata è quanto di più falso ci sia. Consapevoli di questo noi abbiamo evitato di mettere in scena qualsiasi azione di gioco, puntando soprattutto alle vicende umane. A me non interessavano le giocate o risultati ma raccontare una storia che ha sconvolto delle vite umane. Il mio dunque non è un film sul calcio, che comunque ha un ruolo importante, ma un film sulle emozioni, che sono universali.”




