www.doppioschermo.it

E-mail Stampa PDF

Box Office 12-14 marzo 2010

In quello che sembrerebbe essere l’ultimo weekend di freddo, Alice in Wonderland si impone prepotentemente e raggiunge i 20 milioni di euro totali senza la minima difficoltà. E’ un risultato davvero ottimo che lascia intravedere al film di Burton un traguardo molto positivo. Le Mine vaganti di Ozpetek si piazzano al secondo posto: distribuito in oltre 400 sale il film supera i due milioni e riesce a conquistare una buona media per sala di quasi 5.000 euro. Inoltre sembra essere stato ben accolto dagli spettatori e il passaparola potrebbe garantirgli una buona tenuta. Shutter Island resiste al terzo posto facendo meglio della new entry Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: Il ladro di fulmini. Appuntamento con l’amore parte male, non supera il settimo posto e la media per sala è di soli 2.500 euro. Fosse uscito un mese fa probabilmente avrebbe goduto di sorti migliori. La media è la stessa anche per Legion che però si ferma al nono posto e a un incasso di 300.000 euro. Si appresta a mollare il colpo Avatar che , nonostante le 109 sale e il mezzo milione incassato del weekend, riesce ancora a mantenere un’alta media per schermo, 4.500 euro.Il prossimo weekend arrivano Fuori controllo, Tutto l’amore del mondo, Il profeta, Io sono l’amore e E’ complicato. In Usa Il podio è ancora di Alice in Wonderland che in una sola settimana ha superato i 200 milioni totali. Tanto di cappello. Al secondo terzo e quarto posto si piazzano tre new entry, The Green Zone, Lei è troppo per me, Remember Me, che non sembrano avere molto da dire e potrebbero eclissarsi già da venerdì prossimo. Medesimo discorso per Our Family Wedding, al settimo posto, che però, a differenza degli altri tre, riesce a superare i 4.000 dollari per sala. Una piccola nota di patriottismo: tra le uscite della prossima settimana ci sarà, distribuito in 2 sale, Vincere di Marco Bellocchio.

E-mail Stampa PDF

Incontro con il cast di 'La première étoile'

Scena dal set di 'La première étoile'

Nell’elegante scenario dell’Ambasciata Francese a Roma abbiamo incontrato il cast del film La première étoile. Esordio alla regia dell’attore francese di origine antilliana Lucien Jean Baptiste che nel film interpreta il personaggio principale. In sala al termine della proiezione è presente, insieme ai distributori in Italia, Firmine Richard, nel film, l’energica mamma del protagonista. La Richard è imponente nell’aspetto e nel sorriso forte, non a caso di origini antilliane anche lei. E’ principalmente un film sull’integrazione in Francia di differenti etnie, popoli emigrati a seguito delle colonizzazioni dei Paesi Europei, dunque parecchie domande sull’ argomento.

Ci parli un po’ delle sue origini e dell’attinenza che la sua storia personale , come quella del regista, ha con la vicenda del film.

Sono nata in Guadalupa nel 1947, e tra l’altro non ho nessun pudore a dichiarare apertamente i miei anni, portati benissimo (ride). Con la famiglia ci trasferiamo in Francia nel 1965, quelli furono gli anni del governo de Gaulle che fece molto per favorire l’integrazione. La Francia aveva bisogno di manodopera per rigenerare il mercato, dunque fummo messi nelle condizioni favorevoli ad integrarci. Il regista Lucien ha sicuramente dato forma al film con elementi autobiografici, lui stesso è arrivato in Francia con cinque fratelli e una madre che ha dovuto crescerli da sola cercando sempre di non farli mai sentire diversi dagli altri ragazzi francesi. C’è però da dire che il creolo è una lingua che non è morta, una volta che le comunità antilliane si trasferivano nella nazione continuava e continua ad essere tramandata di generazione in generazione.

La sceneggiatura è ambientata negli anni ’80, ed è riscontrabile nella storia quello di cui parla, ma ai nostri giorni invece, secondo lei, sussiste la stessa volontà di integrazione da parte delle comunità straniere?

Le generazioni successive alla mia, hanno sicuramente avuto più difficoltà, le diverse politiche di governo, la chiusura delle comunità, la situazione oggi è più complessa. Trovo comunque che alcune scene nel film siano significative e realistiche a riguardo: la bambina che vuole essere come le sue compagne, le donne dal parrucchiere invece, che rivendicano la propria identità legandola ad abitudini e comportamenti specifici e diversi.

Come mai si fanno così pochi film sulla realtà Antilliana?

E’ chiaramente necessario che qualcuno che abbia i mezzi, sia interessato a divulgare anche questo angolo di realtà. “la Premiere” ha avuto fortuna, era un progetto che aleggiava da circa dieci anni, fin che qualcuno non ci ha creduto, ed è stato sorprendente il riscontro europeo per un film di “Neri” difficile da esportare. In Francia ha incassato un milione e settecentomila euro, e sulla scia di questo successo si sta pensando anche ad un seguito.

La parola ora ai distributori. Lydia Genchi della Nomad Film, una società che è in vita da pochi anni, ci spiega il loro interesse alla distribuzioni di film francesi, che si allinea secondo le statistiche, ad una tendenza generale Europea.

“La premiere etoile” è un film che abbiamo trovato delicato, divertente e non volgare. Ha vinto il Gran Premio della Giuria e il Premio del Pubblico al Festival Internazionale de Comédie de L’Alpe d’ Huez, e ha avuto una Nomination al César 2010 come migliore opera prima. Per ora le copie sono quaranta ma speriamo di poter stamparne altre. Il nostro interesse al cinema d’oltralpe continua con altri gioiellini in uscita prossimamente : ancora una commedia “Les Beaux Gosses” ,ed un cartone animato “Panique au village” entrambi del regista Riad Satouff. Ho lavorato e vissuto parecchi anni in Francia, amo il loro cinema e i suoi stimoli e insieme ai soci crediamo che pian piano possano attecchire anche qui, nonostante certo, tutte le difficoltà di inserimento che i film a basso budget trovano in Italia.

E-mail Stampa PDF

Tonino Guerra, 90 candeline, un libro e il David

tonino-guerraPer augurarsi buon compleanno un volume edito Bompiani dal titolo La valle del Kamasutra. L'ultimo libro, a cura di Salvatore Giannella, è il modo dello scrittore Tonino Guerra  per festeggiare con il pubblico. Il cinema italiano lo festeggia, invece, con un David di Donatello alla carriera.

Lo sceneggiatore che passò dal sarcasmo crudo di Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica al surrealismo di una partita a tennis da mimare in Blow up di Michelangelo Antonioni, ha novanta candeline da spegnere. Con una raccolta di storie, racconti, versi e disegni riavvolge il nastro sulla sua semplicità concreta, un'odissea omerica cantata in romagnolo, accanto ad un nuovo Kamasutra.

Per l'ottimista del piccolo schermo, che con una nota pubblicità è entrato in tutte le case italiane, lasciando solo idealmente il suo adorato luogo di origine Pennabili, centro di Montefeltro, un'occasione per onorare la sua carriera che si pregia di lavori indimenticabili.
Sono la poesia di Guerra e l'autobiografismo di Fellini a ricostruire la memoria di Amarcord. Per festeggiare il compleanno di Guerra non si può certo dimenticare la sceneggiatura scritta a quattro mani di un film che ha fatto la storia del cinema, vincendo l'Oscar come Miglior film straniero nel 1974. La poetica nevicata interrotta dalla ruota del “pavon del conte” e il pranzo familiare corale e irriverente sono i quadri della sceneggiatura di un capolavoro. Del “Vorrei un incontro che duri tutta la vita”di una giovane donna scandito da lacrime, dei saluti corali al transatlantico del re restano lo stilema di un film figlio di quell'essenzialità semplice e poetica tipica di Tonino Guerra.

Parlando di anniversari e ricorrenze, tornando indietro nel tempo e nella carriera proprio dell'autore romagnolo, quest'anno compie trent'anni un altro capolavoro siglato da Guerra, per la regia di Vittorio De Sica. Con I girasoli, infatti, lo sceneggiatore ha dipinto l'affresco di una storia tragica e intensa, la vicenda che dal grande schermo ha commosso molte generazioni con l'interpretazione della coppia d'oro del cinema, Mastroianni-Loren.

A chiudere il volume in prossima uscita La valle del Kamasutra, le testimonianze che vanno da Pedro Almodóvar a Theo la-valle-del-kamasutraAngelopoulos, da Dario Fo a Natalia Ginzburg, da Ennio Morricone a Renzo Piano, da Nicola Piovani a Juan Piqueras, da Ersilio Tonini a Vittorio Sguarbi, da Luis Sepulveda ad Elsa Morante, senza dimenticare Franca Rame e poi ancora Giuseppe Prezzolini e Francesco Rosi. Una carrellata di artisti che hanno accompagnato la carriera di Guerra sin dai tempi del suo debutto nel cinema, siglato come soggettista di Uomini e lupi, film di Giuseppe De Santis con Silvana Mangano.
“Se uno siede in un posto dove stava un altro, finisce per sentirsi in qualche modo quell'altro. - spiega Tonino Guerra riferendosi al volume di prossima uscita - Allo stesso modo leggendo questo libro, anche solo una pagina o per intero, tutto d'un fiato, potremo sperare di trasformarci in poeti, e se non tali, uomini dalle vite sensibili”.
Dopo circa novanta sceneggiature scritte per e con artisti quali Francesco Rosi, Andrej Trakovskij, Win Wenders, Tonino Guerra festeggerà il suo compleanno e poi, per la Giornata mondiale della poesia promossa dall'Unesco, sarà a Verona. Con la proiezione del film a episodi “La domenica specialmente” con la regia di Tornatore, tratto dalla raccolta di racconti Il polverone di Guerra e de “L'eternità e un giorno” di Theo Angelopoulos, la città scaligera omaggerà l'autore.
Battezzato il “poeta del cinema” nel documentario di Nicola Tranquillino, Guerra per due giorni sarà celebrato quindi con incontri, dibattiti, interviste fotografiche e proiezioni a lui dedicati. Un buon modo di festeggiare i novant'anni, testimoniando che “l'ottimismo è il profumo della vita”!

E-mail Stampa PDF

Bondi: "Rivedere criteri dei finanziamenti"

sandro-bondi"Rivedrò a termine tutti i criteri dei sistemi di finanziamento al cinema, perché finora sono stati molto poco trasparenti e hanno dato adito a finanziamenti non giustificati sul piano anche dei prodotti culturali". Queste le parole del ministro della cultura, Sandro Bondi, riguardo alle questioni legate alla gestione del fondo dell'Ente Cinema. "Credo che nell'ambito del cinema si possa tornare ad un finanziamento più preciso, limitato alle opere prime dei giovani registi", ha aggiunto.
Il ministro dei Beni culturali non è nuovo a questo tipo di esternazioni: già lo scorso anno aveva dichiarato che i soldi per il cinema sarebbero dovuti servire solo a finanziare le opere prime e seconde, mentre gli altri registi avrebbero dovuto trovare i soldi per conto loro, ma sarebbero stati "aiutati" pagando meno tasse. "Non si darà più un milione e mezzo di euro a una pellicola che ne incassa 50mila, ed è inutile finanziare registi che sono al quarto o quinto o decimo lungometraggio", spiegò Bondi che adesso rincara la dose e annuncia nuovi tagli al cinema italiano.
E-mail Stampa PDF

Una mostra e un libro per ricordare Greta Garbo

Il 15 aprile di vent'anni fa moriva la divina Greta Garbo, la più misteriosa delle star del cinema, che scelse di scomparire dallo schermo e dalle cronache mondane a soli 36 anni. Una mostra dello stilista Ferragamo e una biografia romanzata scritta Italo Moscati, dal titolo 'Greta Garbo. Diventare star per sempre' (Edizione Sabinae), si preparano a ricordarla. Il libro di Moscati racconta la donna, l'attrice, la diva. Nata in una famiglia di contadini svedesi, da adolescente lavorò come sciampista, poi come commessa ai grandi magazzini. Allora l'attirava il teatro; poi scoprì il cinema, o piuttosto: il cinema scoprì lei, prima il cinema tedesco, poi Hollywood. Riusci anche a superare il cambio epocale dal cinema muto a quello parlato; si affermò con film indimenticati come Anna Karenina e Ninotchka. Poi decise di scomparire e di avvolgersi di mistero: un mistero che lascia ampi spazi di indagine e invenzione ad uno scrittore come Moscati. greta-garbo

La mostra, curata dal museo Ferragamo, sarà ospitata alla Triennale di Milano, fino al 4 aprile, per poi trasferirsi, da maggio settembre, al Museo Ferragamo di Firenze. L'attrice e Salvatore Ferragamo si incontrarono una sola volta, nel 1927, quando nel negozio di Hollywood, poco prima di rientrare a Firenze per avviare la sua azienda in Italia, Salvatore le aveva fatto delle scarpe su misura. Da quel momento, la Garbo si affezionò così tanto allo stile dell'artista della scarpa che una volta capitò a Firenze e, entrata nel negozio Ferragamo con un paio di sandali di corda, ne usci con settanta paia.



E-mail Stampa PDF

“Guardami negli occhi. Ho detto negli occhi”

cotillard“In America tutto è possibile, è il paese delle opportunità…ma le donne sono considerate ancora oggetti sessuali”. Comincia così il video, con protagonista Marion Cotillard, che offre alle americane che si sentono, in quanto donne, considerate solo per la loro fisicità, una particolare soluzione: due piccoli seni da appiccicare sulla fronte. Così, chiarisce l'attrice francese nello spot, gli uomini non vi guarderanno più nella scollatura, ma dritto in faccia. Il sito internet umoristico che l'ha prodotto è quello dell'attore americano Will Ferrell, il nome del prodotto molto evocativo: Forehead Tittaes.

Pagina 1 di 90