Mercoledì, 02 Giugno 2010 11:43

Gli anni '80 e '90 di Clint: Tra novità e ritorni al passato

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

clint-eastwood

Gli anni ’80 si aprono col ritorno al western, stavolta riletto in chiave moderna, nel film Bronco Billy in cui Eastwood è sia regista che protagonista nel ruolo di uno scalcinato pistolero circense che tiene in vita il circo con le proprie spericolate esibizioni. Superba la sua interpretazione ispirata alle avventure di Buffalo Bill. Un anno più tardi Eastwood recita in Fai come ti pare di Buddy Van Horn dove per la prima volta si tratta il tema del pugilato (che successivamente gli avrebbe regalato grandi soddisfazioni) e in cui l’attore è un meccanico che torna sul ring per ritrovare l’amore perduto. Nel 1982 Eastwood torna dietro la macchina da presa per la spy story Firefox – Volpe di fuoco in cui è un pilota di jet in congedo a cui viene affidata la missione di rubare un aereo da guerra sovietico. A metà tra un film alla James Bond e un’action movie ne esce fuori un’abbastanza deludente pellicola di fantapolitica. In quello stesso anno Eastwood è un cantante country che viaggia a bordo di una Lincoln decappottabile verso un provino al Grand Ole Opry nel  road movie Honkytonk Man. In compagnia del nonno e di un nipotino ci sarà spazio per un apprezzabile mix di commedia e melodramma.

Dopo il penultimo capitolo dell’Ispettore Callaghan (Coraggio…fatti ammazzare), nel 1984 Eastwood è protagonista ancora di una commedia in Per favore… non salvarmi più la vita di Richard Benjamin in cui l’attore recita a fianco di Burt Reynolds. Ideato come parodia dei classici polizieschi degli anni ’30, la storia, ma soprattutto l’interpretazione dei due, non risultano all’altezza. Nello stesso anno esce nelle sale cinematografiche Corda Tesa diretto da Richard Tuggle, già sceneggiatore di Fuga da Alcatraz, in cui il personaggio del poliziotto che scopre di avere istinti non proprio sani sembra capovolgere lo stereotipo a cui ci aveva abituato Eastwood che si presenta come un uomo malato e ambiguo. Puntuale come un orologio svizzero, nel 1985 ecco il nuovo western: Il Cavaliere Pallido in cui Eastwood è Il Predicatore, un misterioso uomo venuto dal nulla che aiuterà un gruppo di poveri cercatori d’oro a difendersi dalle prepotenze di un ricco uomo d’affari. Un anno più tardi è la volta del militaresco Gunny in cui Eastwood è un sergente di ferro che addestra con modi rudi e sbrigativi un plotone di marines destinati a sbarcare sull’isola di Grenada.

Dopo un pausa di un paio d’anni, Eastwood decide di battere nuove strade alla ricerca di innovative ispirazioni e “debutta” nel campo delle biografie con Bird (1988), storia del sassofonista jazz Charlie “Bird” Parker, in cui l’attore e regista sintetizza la vita sbandata e spericolata dell’artista morto a soli 35 anni. Cupo, scuro e piovoso con un susseguirsi di flashback che ci portano avanti e indietro nel tempo, il film vinse l’Oscar per il miglior sonoro. Dopo aver concluso le avventure dell’Ispettore Callaghan con Scommessa con la morte (1988), Eastwood fa nuovamente una puntata nella commedia con Pink Cadillac di Buddy Van Horn dove è un cacciatore di taglie che aiuta una amica a ritrovare il figlioletto rapito.

Gli anni ’90 si aprono con un’altra biografia romanzata in Cacciatore Bianco, Cuore Nero, ispirato alla lavorazione del film La Regina d’Africa (1951) di John Huston in cui il regista e attore si ispira chiaramente al Moby Dick di Melville, solo che stavolta l’ossessione dell’uomo è un elefante. In quello stesso anno confeziona (ne è produttore, regista e attore) l’action movie La Recluta in cui, in coppia con Charlie Sheen, reinterpreta il tema del veterano vs matricola in una pellicola sorprendente per cura dei dettagli e spettacolarità.

Ma è  il 1992 a regalarci un nuovo capolavoro e non a caso si tratta di un western: Gli Spietati, ancora oggi considerato uno dei migliori della storia del cinema, è un film che pone l’attenzione sul rapporto tra la violenza e la società americana che da sempre, fin dai tempi dei pionieri appunto, sembra aver fatto leva su di essa per stabilire uno status quo. Eastwood è un vecchio ex pistolero che, insieme a un gruppo di amici, è impegnato nella caccia di due uomini che hanno sfregiato una prostituta. Diretto dallo stesso Eastwood, il film ha vinto ben quattro Oscar, tra cui miglior film e miglior regia. Impreziosito da un cast stellare di “grandi vecchi” (Morgan Freeman, Gene Hackman e Richard Harris) il film è dedicato“a Sergio e Don”, i due registi che lo avevano lanciato nel mondo del cinema. Un anno più tardi Eastwood torna all’action movie con Nel centro del mirino in cui è un anziano agente dei servizi segreti che vive tormentato dai sensi di colpa per non essere riuscito a salvare il Presidente John Kennedy trent’anni prima. Ma come si dice, a tutti viene concessa una seconda chance, e così Frank Horrigan si troverà a dover fronteggiare un maniaco che vorrebbe uccidere il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Straordinario il dualismo tra Clint Eastwood e John Malkovich (nei panni del folle) che può essere visto anche come confronto-scontro tra due mondi cinematografici: quello degli attori (Eastwood) e quello delle stars (Malkovich). Nello stesso anno l’attore-regista gira Un mondo perfetto, thriller con protagonista Kevin Costner nei panni di un evaso che cerca una disperata fuga prendendo in ostaggio un bambino. Insieme a Gli Spietati, questo è il film che probabilmente analizza con maggior ferocia la società americana, la violenza su cui è basata e i continui paradossi che la contraddistinguono. Ottima l’interpretazione di Eastwood nei panni dello sceriffo che dà la caccia all’evaso, mediocre il riscontro di critica e botteghino.

Non contento del ritorno al successo e della definitiva consacrazione come regista, nel 1995 Eastwood ampliò il suo già grande bagaglio interpretando per la prima volta un film d’amore: il titolo è I Ponti di Madison County, girato a fianco di Meryl Streep e tratto dal romanzo omonimo di Robert James Waller. Eastwood è un fotografo che vive una storia d’amore breve (solo quattro giorni) ma intensissima con una casalinga di origini italiane (la Streep) che lascerà tutto scritto in un diario e che rivivrà nei ricordi dei figli. Due anni più tardi Eastwood torna al thriller in Potere Assoluto in cui interpreta un ladro che assiste a un omicidio in cui è coinvolto il Presidente degli Stati Uniti (Gene Hackman). Nemmeno a dirlo, si scatena una caccia al ladro per mettere a tacere la cosa. Presentato fuori concorso al 50mo Festival di Cannes e tratto dal libro omonimo di David Baldacci, il film è un thriller classico, lontano dai moderni filmacci tutti azione e sparatorie, che fa perno su una sceneggiatura ben salda e su una gamma di attori assolutamente credibili. Un altro ritorno avviene nel 1999 con Fino a prova contraria dove il regista-attore riprende alcuni temi a lui cari come la condanna della pena di morte e le aberrazioni del sistema giudiziario americano, interpretando un vecchio cronista alcolizzato e fumatore incallito che entro dodici ore deve provare l’innocenza di un condannato a morte.
Letto 288 volte Ultima modifica il Mercoledì, 02 Giugno 2010 12:01

doppioschermo

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica perchè viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa. Non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Tutti le immagini usate in questo sito sono copyright dei rispettivi proprietari e concesse gratuitamente.