Mercoledì, 02 Giugno 2010 11:41

Gli anni '70: Eastwood tra Don Siegel e l'ispettore Callaghan

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Gli anni ’70 si aprono con la prima esperienza di Clint Eastwood dietro la macchina da presa nel film Brivido nella notte (1971), anticipatore dei temi poi trattati in Attrazione Fatale dove l’attore è un disc-jockey che dopo essersi portato a letto una fan, si trova a essere da lei perseguitato. Nel frattempo, il sodalizio con Don Siegel va facendosi sempre più stretto e così in quello stesso anno Eastwood gira Ispettore Callaghan: Il caso Scorpio è tuo!, primo film di una serie che lo avrebbe reso celebre al pubblico di tutto il mondo, e La notte brava del soldato Jonathan, un disastro al botteghino ma considerato un vero cult dagli amanti del duo.

Il duro e violento Ispettore Callaghan impegnato in una metropoli in mano al crimine è il personaggio che forse più di tutti è legato al volto dell’attore che continuerà a interpretarlo per altre quattro volte (Una 44 Magnum per l’Ispettore Callaghan del 1974, Cielo di piombo, Ispettore Callaghan del 1976, Coraggio…fatti ammazzare del 1983 e Scommessa con la morte del 1988) . La saga, rilettura action del classico hard boiled, suscitò fin dall’inizio molte polemiche a causa dell’uso a tratti spropositato della violenza e di questa nuova e sconvolgente figura del poliziotto che fa un uso spavaldo della pistola (la terribile 44 Magnum) e che uccide e butta via il distintivo, nella sola e unica ricerca di vendetta.

Il viaggio nei generi cinematografici di Clint Eastwood prosegue nel 1972 con Joe Kidd, un film d’avventura in cui l’attore è prima cacciatore e poi “compare” di un contadino divenuto fuorilegge. Nel 1973 Eastwood firma la sua terza regia con Lo straniero senza nome, in cui l’attore ripercorre i western di Leone interpretando un pistolero che difende un piccolo paese dalle violenze di un gruppo di banditi. Un anno più tardi arriva la collaborazione con Michael Cimino (esordiente) in Una calibro 20 per lo specialista, in cui, a fianco di Jeff Bridges, Eastwood interpreta un buon film d’azione incentrato sull’amicizia.

La carriera registica di Clint Eastwood prosegue nel 1975 con Assassinio sull’Eiger in cui è un agente della CIA dalla doppia vita che cerca di vendicare un collega morto cercando e punendo i responsabili: due li becca subito, per il terzo sarà costretto a scalare le Alpi svizzere. Sicuramente una delle sue prove più incolore come regista. Un anno più tardi ci riprova con Il texano dagli occhi di ghiaccio, violento western ambientato nell’America della Guerra di Secessione che vede Eastwood ancora una volta nei panni del vendicatore, nello specifico un contadino che dopo aver assistito all’uccisione di moglie e figlio da parte dei nordisti, si arruola nelle fila sudiste per dare la caccia ai responsabili. Il suo sarà un viaggio iniziatico che lo porterà, attraverso la violenza, a trovare una nuova famiglia. Nel 1977 è ancora una volta dietro la macchina da presa in L’uomo nel mirino, storia di un poliziotto che deve scortare una prostituta, testimone a un importante processo, in un viaggio irto di pericoli. Tratto da un libro di Michael Butler e Dennis Shyack, si rivela essere un buon giallo dal ritmo incalzante e con un Eastwood in gran forma. Nel 1978 l’attore torna alla commedia con Filo da torcere di James Fargo in cui interpreta un camionista proprietario di un simpatico orango impegnato nel corteggiamento di una bella cantante.

Il 1979 vede Eastwood tornare a collaborare con Don Siegel per uno dei suoi migliori film, Fuga da Alcatraz, ancora oggi un pilastro del genere carcerario, che vede l’attore nei panni di Frank Morris, specialista di fughe che finito ad Alcatraz riesce a organizzare una spettacolare fuga anche da lì. Uno dei migliori, se non il migliore, film della coppia Siegel-Eastwood in cui la violenza diventa solo un contorno a una storia in cui la suspence e la tensione prendono decisamente il sopravvento, il film può essere visto come una sorta di rovescio della medaglia della serie sull’Ispettore Callaghan: se da un lato, infatti, in Ispettore Callaghan: Il caso Scorpio è tuo! si faceva riferimento e addirittura si dedicava il film agli agenti morti nel compimento del loro dovere, in Fuga da Alcatraz la dedica è per tutte le vittime del sistema carcerario americano fino a qualche anno fa rappresentato proprio dal carcere bunker in mezzo al mare.

Letto 261 volte Ultima modifica il Mercoledì, 02 Giugno 2010 12:01

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