Lunedì, 31 Maggio 2010 14:10

Clint Eastwood: Dal debutto alla “Trilogia del Dollaro"

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clint-eastwoodSan Francisco, 31 Maggio 1930. Da una famiglia protestante di origine europea nasce Clinton “Clint” Eastwood. Figlio di un operaio impiegato in una fabbrica di acciaio e di una casalinga, studia Scienze Economiche al Los Angeles College, ma poi abbandona gli studi per arruolarsi nella United States Army che lascerà dopo una brutta avventura a bordo di un aereo diretto alla base Fort Ord.

Dopo la vita militare, tenta altre strade (boscaiolo in una segheria, guardiano notturno, bagnino, conducente di camion, impiegato amministrativo, pianista e addirittura trombettista jazz) fino a quando nel 1954 si presenta alla Universal per un provino che gli vale il primo contratto di 75 dollari a settimana per 4 settimane. I film sono due cult della fantascienza di Serie B degli anni ’50, La vendetta del Mostro e Tarantuladi Jack Arnold, ma sarà soltanto dopo qualche anno che Eastwood scoprirà la sua passione per il genere western ottenendo il ruolo del cowboy Rowdy Yates nel telefilm Rawhide, andato in onda dal 1959 al 1966.

Gli anni ’60 sono quelli della “grande occasione”, grazie al regista italiano Sergio Leone che vedrà in quel volto duro e spigoloso l’attore ideale per i suoi spaghetti-western. Nel giro di tre anni, Eastwood interpreterà tre film [Per un pugno di dollari (1964), Per qualche dollaro in più (1965) e Il Buono, il Brutto e il Cattivo (1966)] che lo consacreranno come icona cinematografica e incarnazione del genere western. Il pistolero senza nome, il cowboy solitario e spietato, protagonista della “trilogia del dollaro” di Leone, è ancora oggi considerato il simbolo di quel fortunato periodo in cui l’Italia rilesse un genere classicamente americano, ma che da lì a poco avrebbe fatto la fortuna di un esercito di “cinematografari”.

Nonostante la sua partecipazione al primo film di Leone sia stata del tutto casuale (prima di lui erano stati contattati pezzi da novanta come Richard Harrison, Henry Fonda, James Coburn e Charles Bronson) e in parte dovuta al basso compenso (appena 15.000 dollari), Eastwood sembrò immediatamente perfetto per quel ruolo, come lo stesso Leone anni più tardi confessò: «Ciò che più di ogni altra cosa mi affascinò di Clint, era il modo in cui appariva e la sua indole. Nell’episodio Incident of the Black Sheep Clint non parlava molto… ma io notai il modo pigro e rilassato con cui arrivava e, senza sforzo, rubava a Eric Fleming tutte le scene. Quello che traspariva così chiaramente era la sua pigrizia. Quando lavoravamo insieme lui era come un serpente che passava tutto il tempo a schiacciare pisolini venti metri più in là, avvolto nelle sue spire, addormentato nel retro della macchina. Poi si srotolava, si stirava, si allungava… L’essenza del contrasto che lui era in grado di creare nasceva dalla somma di questo elemento con l’esplosione e la velocità dei colpi di pistola. Così ci costruimmo sopra tutto il suo personaggio, via via che si andava avanti, anche dal punto di vista fisico, facendogli crescere la barba e mettendogli in bocca il cigarillo che in realtà non fumava mai. Quando gli fu offerto il secondo film, Per qualche dollaro in più, mi disse: ”Leggerò il copione, verrò a fare il film, ma per favore ti imploro solo una cosa: non mi rimettere in bocca quel sigaro!” E io gli risposi: ”Clint, non possiamo tagliare fuori il sigaro. È il protagonista!”»1

Considerati all’epoca i western più violenti che si fossero mai visti, come il critico Tullio Kezich fece notare nella sua recensione per Il Corriere della Sera: «Niente da dire: il film è realizzato con competenza, il paesaggio spagnolo non è diverso da quello del New Mexico, gli effetti non hanno nulla da invidiare a quelli degli specialisti hollywoodiani. C'è tuttavia nel film qualcosa di eccessivo, che denuncia la mancata appartenenza al filone originario. Abbiamo visto western violenti di marca americana, ma in Per un pugno di dollari si esagera: stragi salgariane, torture sadiche, sangue che imbratta tutto il film. E nessun legame, ormai, con i miti della giustizia, della fantasia e della libertà.»2, i film della “trilogia del dollaro” rappresentarono il trampolino di lancio per Clint Eastwood che, nonostante la notorietà raggiunta, cercò subito di non farsi imprigionare nello stereotipo del “duro”, accettando di interpretare ruoli diversi.

Già nel 1967 in Le Streghe (1967), film a episodi di cinque registi italiani tra cui Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini e Vittorio De Sica, è un marito noioso alle prese con una moglie insoddisfatta (Silvana Mangano), mentre un anno più tardi recita in L’uomo dalla cravatta di cuoio di Don Siegel (un altro regista che avrebbe influenzato positivamente la sua carriera), via di mezzo tra western e moderno poliziesco riscritto otto volte e destinato originariamente a un altro regista. In quello stesso anno Eastwood torna però al western classico con Impiccalo più in alto di Ted Post (l’attore ne supervisionò regia e sceneggiatura), considerato a torto una banale costola dello spaghetti-western, ma in realtà anticipatore di alcuni dei temi cari a Eastwood come lo scontro legge-giustizia e la condanna della pena di morte.

Sempre più deciso a differenziare la sua carriera, lasciandosi alle spalle l’etichetta di pistolero, Clint Eastwood continuò ad accettare film in cui poteva dar libero sfogo alle proprie capacità attoriali, recitando inDove osano le aquile (1968) di Brian G. Hutton, storia di un manipolo di paracadutisti che liberano un generale americano in mano ai nazisti, in cui l’attore è il Tenente Morris Schaffer; La ballata della città senza nome (1969) di Joshua Logan, un musical-western considerato un flop storico; Gli avvoltoi hanno fame (1969) di Don Siegel in cui il western prende una pausa per diventare commedia; e I guerrieri(1970) ancora di Brian G. Hutton in cui Eastwood veste di nuovo i panni di un soldato che, dopo lo sbarco in Normandia, entra in territorio nemico col suo plotone per svaligiare una banca. Tutti film in cui l’attore dimostrò di riuscire a dare sfaccettature diverse ai suoi personaggi, anche quelli meno credibili, come nel caso del film di Logan.

Letto 301 volte Ultima modifica il Mercoledì, 02 Giugno 2010 12:01

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