Martedì, 21 Settembre 2010 22:17

Il regista oscuro: incontro con Christopher Nolan

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Si è tenuto oggi, martedì 21 settembre, presso l’Hotel Hassler di Roma, l’incontro italiano col creatore di Inception, il quarantenne Christopher Nolan. Oltre al regista, erano presenti la moglieEmma Thomas – produttrice cinematografica – e il moderatore Enrico Magrelli, noto ed apprezzato critico. Disponibile e pacato, Nolan ha risposto alle numerose domande dei giornalisti, tracciando così un percorso della nascita del suo ultimo capolavoro ed affrontando alcune tematiche interessanti legate all’arte della finzione ed all’esplorazione del subconscio.

Sono state ribadite le fonti di ispirazione di Inception, che il regista ha ricordato essere il frutto di una scrittura protrattasi nell’arco di 10 anni e pertanto permeata dalle suggestioni di diversi film di fine anni 90 e inizi anni 2000: Dark City, Il tredicesimo piano (bello e sottovalutato), Matrix, e il suo stesso Memento. Ma forti sono state le influenze di mostri sacri come Stanley Kubrick e Ridley Scott, dei quali Nolan cita in particolare 2001 Odissea nello spazio e Blade Runner. Alla domanda se fosse soddisfatto dei risultati al botteghino del film – che da noi uscirà solo venerdì prossimo mentre negli Usa è approdato al cinema già da metà luglio – ha risposto con visibile entusiasmo: “I risultati finali sono andati ben oltre le nostre speranze e aspettative. Ho creatoInception per un pubblico di massa ma ho in temuto che, per il fatto che si presentasse come un puzzle, potesse essere male interpretato e tenere lontano il pubblico più ampio”.

D’altra parte, come spiega lo stesso Nolan, la gestazione è stata così lunga perché la riflessione sfociata in Inception, pur ispirandosi ai temi del dualismo realtà/finzione cavalcata in Matrix e dintorni, introduceva la novità del “sogno nel sogno”, complicando la rappresentazione e rendendo quindi lo script troppo alieno al filone cui si ispirava. E’ stato necessario attendere che i tempi fossero maturi dal punto di vista tecnologico e tematico. Ed i risultati sono stati spettacolari: il film ha già incassato finora più di 750 milioni di dollari in tutto il mondo.

C’è stato spazio anche per una punta di polemica, laddove è stato chiesto al regista il motivo dell’uso mainceptionssiccio di sequenze di azione in un film dai toni comunque profondi e metafisici. Quasi come se l’abuso di tali scene fosse una costante ineludibile del cinema di cassetta, e capace di occupare anche 1/3 di un’intera pellicola senza effettiva necessità. “Essendo un regista di blockbuster, io amo girare queste scene”, confessa Nolan, difendendo l’uso della spettacolarità anche in pellicole con spunti di riflessione filosofica. “Per spiegare le regole del mondo che si vuole rappresentare, bisogna ricorrere alla rappresentazione visiva e alla fiscalità del luogo”. E a conti fatti, nonostante l’alto budget a disposizione e l’uso massiccio di effetti speciali, il regista non nasconde la sua impressione che in Inception addirittura l’uso della spettacolarità gli sia apparsa più funzionale che in altri film.

Data l’ispirazione dichiarata di Matrix, qualcuno ha chiesto se anche per Inception potesse essere stato concepito un lungo e dettagliato lavoro di storyboard con disegni e sequenze in versione fumetti, ma la risposta del regista è stata chiara: “Non ho fatto nulla di simile. L’unico strumento a disposizione dei committenti era la sceneggiatura. E sono stati molto onesti con me: ad alcuni è piaciuta, ad altri è piaciuta meno, ed altri ancora avevano bisogno di capire in che direzione sarebbe andato il film per poter esprimere un giudizio”. Nessun supporto a fumetti, quindi. Solo molta immaginazione e l’impegno costante dei produttori, per cercare di tradurre in immagini ed effetti l’iperstrutturato mondo onirico di Inception. Nolan ha parlato di un “atto di fede” della produzione nei suoi confronti, data la consapevolezza dell’investimento e dell’impossibilità di poter vedere e comprendere in tempi brevi quello che sarebbe stata la grandiosità del risultato finale.

Nolan ha ribadito le sue riserve sul 3D, in particolare riguardo alla riduzione di luminosità che la visione con gli occhiali appositi comporta – argomento peraltro già oggetto di un vecchio editoriale di DoppioSchermo -, ma non esclude la possibilità di ricorrervi in futuro. Afferma invece di aver rilevato un effetto curiosamente autobiografico in questa sua ultima creazione: in qualche modo i personaggi del film, per le loro competenze, riflettono in parte i ruoli dei membri della produzione. E probabilmente, sono una metafora stessa di un set cinematografico. “All’inizio, non credevo di girare un film su come si fanno i film”, spiega il regista, “ma alla fine è successo proprio questo”.

Nota curiosa e divertente che ha fatto la felicità dei presenti: agli astanti sono stati regalati dei portachiavi in ferro con la forma della trottola-totem che fa da filo conduttore a tutto film. E ci verrebbe da scommettere che, nel giro di pochi mesi, la sola icona di quel piccolo oggetto diventerà una simbolica e potentissima sineddoche dell’intero film.

Inception uscirà venerdì prossimo in 600 copie, ha anticipato lo stesso Magrelli. E sarebbe un vero peccato lasciarselo scappare.

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